7 Luglio 2019

Sauris, le 8 proposte del turismo esperienziale

In Friuli Venezia Giulia tra natura, food, escursioni e…

Ci troviamo nel comune più alto del Friuli Venezia Giulia: siamo a Sauris!

Un luogo che custodisce infinite cose speciali, come l'isola linguistica germanofona. Eh sì, perché dovete sapere che proprio qui si insediarono alcune famiglie provenienti dal territorio compreso tra Tirolo e Carinzia; gruppi di origini tedesche che misero radici in questo posto fantastico. E la lingua è rimasta quella di un tempo, senza essere contaminata da altre influenze, tant’è vero che ancora oggi nella parlata di queste zone si possono sentire termini del tedesco arcaico.

Pensate che i primi documenti a nominare Sauris (distrutti da un grosso incendio che cancellò quasi per intero la borgata nel 1758) risalgono al 1200! Ma cosa si può fare da queste parti? Ve lo dico io 🙂

Per conoscere qualcosina in più sulle attività da svolgere qui vi consiglio di appoggiarvi all’ufficio turistico IAT di Sauris o all’albergo diffuso di Sauris 

Bene, siete pronti? Via!

 

1. Ammirare il cielo più stellato d’Italia

 

Potrete passare le sere d’estate col naso all’insù affiancati da un astrofilo che vi porterà a conoscere tutte le costellazioni ed i segreti della volta celeste; quello di Sauris-Lateis è infatti il cielo più stellato d’Italia secondo Astronomitaly (la rete del Turismo Astronomico) che ha certificato la destinazione con un punteggio di classificazione della qualità del cielo pari a 21.3 su un massimo di 22.

 

2. La fava di Sauris: un legume nobile in una comunità di alta montagna

 

Dedicato a questo legume c’è un piccolo museo che racconta la vita e le tradizioni di questo paese. Le fave sono assolutamente autoctone e vengono preservate con tanto amore; dovete sapere che in tutta la regione la sua coltivazione, assieme alla canapa, era molto sentita. Fu col passare degli anni che nei campi i fagioli spodestarono le fave che, lentamente, sparirono.

Sparirono ma non da Sauris! Qui la tradizione continua, e le fave coltivate da queste parti sono diverse da quelle del sud; più piccoline e dalla buccia più tenera, sono deliziose! Da più o meno due tre anni la sua coltivazione è seguita dall’ERSA ed è iscritta nel registro dei prodotti agroalimentari della regione.

3. Pa’ Mairlan e le aromatiche

 

Nicole insieme al marito Matteo ci accompagna alla scoperta delle aromatiche essiccate, un’educazione naturalistica per il riconoscimento e la raccolta delle piante officinali e dai profumi spettacolari.

Fiordaliso, ortica, menta, calendula, lino, papaveri, camomilla, seme di grano saraceno, fava, origano, arnica, malva e ancora melissa, clea, equiseto, sambuco, genziana e ancora tante altre che sono la base di miscele e tisane, sali aromatizzati e cosmetici naturali.

“Ti porto a vedere il mare”. Con queste parole la nonna di Nicole portava sua mamma a vedere i campi di lino in fiore, una distesa di fiorellini azzurri 🙂

 

4. Adotta una forma di formaggio

 

Ci troviamo a Lateis a 1370 metri nella cantina di Sebastiano Crivellaro maestro affinatore, per scoprire tutti i segreti dell'affinamento e della stagionatura del formaggio. Qui, in un’azienda a gestione familiare che lavora con metodi naturali e con un clima favorevole (tra vento e perfetta umidità), ci sono tre stanze che accolgono splendide forme di formaggi che stagionano per mesi, prodotte con latte non pastorizzato di mucca, capra e pecora.

Sebastiano affina anche con birra, fieno ed ha provato diverse tecniche che comprendono mirtilli e...chissà cos’altro gli frulla per la testa!

Novità fresca fresca, da quest’estate sarà possibile adottare una forma di formaggio; questa verrà tenuta in cantina e la sua stagionatura verrà seguita passo dopo passo e documentata tramite foto spedite direttamente al proprietario per definirne insieme le mosse successive. Favoloso!

5. Sailing Sauris sul Lago di Sauris

 

Un nuovo progetto che prevede il noleggio di canoe, SUP (stand up paddle) e pattini per poter godere di scorci panoramici direttamente dalle acque azzurre di questo spettacolare lago artificiale che, tra parentesi, compie solo 70 anni ed ha una lunghezza di 2 km e mezzo ed una profondità di 132 metri.

Il perfetto refrigerio nelle torride giornate estive.

6. Il prosciuttificio Wolf

 

Questa è la storia di una lunga tradizione qui tra i monti di Sauris; si racconta infatti che nel passato già durante la festa di San Martino si portavano ad Ovaro le cosce dei prosciutti migliori per ricevere in cambio maiali.

Oggi l’azienda Wolf conta 58 dipendenti e in un anno lavora 1000 prosciutti e 1500 speck. La particolarità di questo prosciutto rispetto ad altri è la sua affumicatura che avviene ancora in maniera tradizionale e con l’utilizzo di tre caminetti che ardono legno di faggio; questa procedura avviene al 4° mese. A 6 mesi la coscia viene stuccata e dopo 15 mesi questa bontà è pronta per essere gustata!

7. Birrificio artigianale Zahre

 

Per onestà devo dirvi che non sono riuscita a visitare questo splendido birrificio...MA ho bevuto ciò che produce a litri! L’ho assaggiata per la prima volta durante una degustazione di formaggi da Pa' Krhaizar a Lateis; qui mi avevano offerto questa formidabile birra e io avevo declinato l’invito, per così dire, dicendo che a pranzo non sono solita bere. Beh, come ricredersi in un sorso solo. L’ho provata e ho capito che potevo berne eccome!

Il birrificio Zahre propone 6 birre diverse tra loro, la Pilsen (la mia preferita), quella con la Canapa, la Rossa, l’affumicata, la Poan Bier, una birra in stile Stout, chocolate oatmeal e la Ouber dal colore ambrato e caldo, in stile American Pale Ale.

8. L’albergo diffuso

 

Primo progetto di Albergo Diffuso in Italia e nel mondo, nato nel 1978 a Comeglians all’interno di un gruppo di lavoro coordinato dal poeta Leonardo Zannier e con la collaborazione di studenti del Politecnico di Zurigo; nel progetto di Sauris faceva parte del gruppo pure l’architetto Pietro Gremese di Udine che in quegli anni stava elaborando, per l’Amministrazione Comunale di Sauris, un Piano di Sviluppo Comunale: il cosiddetto Progetto Sauris.

Il piano nasceva con l’intento di innescare quei processi di sviluppo sociale ed economico in grado di recuperare il patrimonio edilizio ed il mantenimento in loco della comunità, anche attraverso lo sviluppo dell’idea di albergo diffuso. Così, utilizzando i fondi di una legge speciale regionale, nel 1994 venne inaugurato il cosiddetto “Borgo di San Lorenzo”, che si configura come il primo Albergo Diffuso operante in Italia.

Grazie a finanziamenti comunitari anche i privati hanno avuto l’opportunità di ristrutturare alcuni edifici, ricavandone ulteriori posti letto, a completamento della fase avviata negli anni precedenti.

Oggi ci sono 32 alloggi sparsi tra Sauris di Sopra, Sauris di Sotto e Lateis. Gli appartamenti sono serviti di tutto e vanno da due posti al massimo di 8 persone. Io ho soggiornato nel “Borgo di San Lorenzo”, uno spazio magnifico! Case in legno una affiancata all’altra, costruzioni antiche rimesse a nuovo, stradine di pavé, fiori e un ristoro carinissimo a dar servizio per gli ospiti e chi desiderasse fermarsi.

La mattina? Un bellissimo e ricchissimo cestino di vimini arriva in camera per una saporita colazione!

Che dite, non vi ho fatto venir voglia di partire subito direzione montagne? Adesso tocca proprio a voi 🙂

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