Trieste – Opicina Historic 2019

I motori? Una passione che si tramanda di generazione in generazione!

Spesso inizio i miei pezzi sul blog con “chi mi segue nelle stories su Instagram e Facebook sa già tutto”…ma non questa volta. Siete pronti a scoprire perché?

Per farlo dobbiamo tornare indietro nel tempo, più precisamente alla fine degli anni ’60, quando mio papà Mario Marchi inizia a correre con le macchine da rally; una grande passione che condivide con l’amico di sempre Marco Rodda.

Gli anni passano e i capelli diventano sempre più grigi. I due passano dai motori ruggenti nelle strade sterrate a quelli rombanti sotto carrozzerie d’epoca; sono una coppia inseparabile, mio padre pilota e Marco suo navigatore.

Nel 2007 a luglio nasce Giovanni e a settembre perdo mio papà. Ho sempre pensato che si siano semplicemente dati il cambio e, con una sincronia perfetta, i geni siano passati da uno all’altro; Giovanni gli somiglia moltissimo, stessa stazza, stesso colore di occhi e capelli e…stessa passione per le auto e per i motori!

Ogni anno per la Trieste – Opicina Historic Gio mi chiede di andare sulla curva dell’Obelisco per assistere al passaggio delle vetture d’epoca; un paio d’anni fa, dopo avergli raccontato la storia di suo nonno, indossa per la prima volta una tuta che gli calza a pennello. È quella di mia mamma che, negli anni ’70, portava la stessa taglia di Giovanni (che all’epoca aveva 9 anni). Eh già, in quel periodo era proprio mia madre a fare da navigatore a mio papà, e da allora ha sempre conservato gelosamente in armadio la tuta bianca ignifuga dell’HF Fulvia.

Ma devo raccontarvene un’altra! Nel 2017, avvicinandomi con Gio proprio ad una HF Fulvia, gli dissi «vedi, questo è il modello di auto su cui correva nonno!». Il proprietario Fabrizio De Checchi, ascoltando le mie parole, mi chiese qual era il nome di mio padre…non disse nulla, mi mostrò solo il libretto della macchina e…c’era scritto Mario Marchi! Quell’auto era proprio la sua!

Fu così che Giovanni salì immediatamente a bordo al posto della navigatrice Ariella Manucci e poté vivere per la primissima volta l’emozione di una Trieste –Opicina sull’auto di suo nonno. Che emozione! Da quel giorno il leitmotiv è “mamma, partecipiamo anche noi?”.

Come ben saprete io ho una 500L del ’72 che vive più dal meccanico che nel mio garage…insomma, nel 2018 riesco a bypassare la partecipazione. Ma ecco arrivare il 2019! A marzo ricevo la telefonata di Marco Rodda; è da anni che non partecipa più alla manifestazione triestina, ma quest’anno vuole iscriversi nuovamente e al suo fianco desidera qualcuno che possa vivere a pieni polmoni quest’emozione. Ed è così che Giovanni entra nel team!

Eh sì, avete letto bene, ho proprio scritto TEAM perché ad aggiungersi a questi due matti c’è anche Matteo Herbin, new entry nello staff di MissClaire. Matteo, amante dei motori, mi aveva espresso la volontà di partecipare alla manifestazione proprio un paio di giorni prima!

Ora il gruppo è al completo. Pilota Marco Rodda, navigatore Giovanni Cortellino, addetto video e foto Matteo Herbin. Che trio!

La competizione scorre nelle vene di Marco e Gio a tal punto che, con largo anticipo, iniziano la loro “sessione di allenamenti”; Giovanni deve imparare a leggere il Road Book, ad utilizzare le strumentazioni di bordo e a coordinarsi su passaggi di pressostati e tempi. L’hanno presa con tanta serietà manco si trattasse di una gara di Formula 1!

Io, in tutto ciò, osservo dall’esterno lasciando vivere quest’esperienza ai ragazzi; l’auto sulla quale correranno è una vettura a due posti, un’Alfa Romeo Giulietta, e il weekend della Trieste-Opicina io sarà impegnata in Croazia con il premio Penna d’Oro (qui il LINK dell’articolo sulla premiazione).

E arriva il giorno ics. Una volta piazzate le GoPro e gli adesivi sulla macchina e fatto un briefing al mattino, il team è pronto per la partenza.

Partiti! Io assisto passo dopo passo alle tappe attraverso le stories ed i contenuti che Matteo pubblica nel suo profilo Instagram; io riposto tutto sul mio profilo con la tensione alle stelle! Non ho il dono dell’ubiquità, va bene, ma quel giorno mi sono sentita in Croazia e contemporaneamente sul sedile della Giulietta 🙂

Tutti hanno il battito cardiaco accelerato tanto che la coppia sbaglia a premere i bottoni sul cronometro e le prime 10 tappe sono un DISASTRO! Dal 40° posto di fine giornata, passo dopo passo recuperano la gara, e alla fine chiudono il traguardo con un 26° assoluto!

Quando sono rientrata a casa dalla Croazia è stato magnifico ricevere i feedback dei tre protagonisti; Giovanni mi ha fatto sedere sul lettone e ha ripercorso con me pagina dopo pagina, incrocio dopo incrocio tutte le tappe del percorso (che vi risparmio). Stanco distrutto ma con l’adrenalina ancora a mille, orgoglioso del suo trofeo per “Più giovane navigatore” e felice di aver consegnato ai vincitori il premio “Trofeo Mario Marchi” dedicato a suo nonno.

Seguono a ruota le telefonate di Marco e Matteo che con la voce rotta dall’emozione mi hanno raccontato i dettagli di questa bella avventura. Un’esperienza che ci ha riportati indietro nel tempo.

Che ne dite, sono riuscita ad emozionare anche voi?

Foto Matteo Herbin

 

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