KOHL puro piacere di montagna

Storia di mele, succhi e passione

Oggi vi racconto una storia di passione, innovazione e qualità.

Vi porto in Alto Adige, per l’esattezza ad Auna di Sotto sul Renon, un piccolissimo paesino di 270 abitanti vicino a Bolzano.

Qui, in un maso risalente ai primi del 900, vive la famiglia Kohl.

Inizialmente il lavoro di tutta la famiglia era basato sull’allevamento e sulla produzione di latte e derivati, ma col tempo si son accorti che non era sufficiente e che bisognava trovare qualcos’altro, sperimentare qualcosa di diverso ed innovativo!

Thomas Kohl, il maggiore dei tre fratelli, nonché unico maschio, prende in mano le redini del maso e intraprendere una nuova, forse apparentemente folle strada.

Siamo nel 1994 quando Thomas , terminati gli studi all’istituto agrario, decide di piantare i primi alberi di mele in una valle a oltre 900 m sopra il livello del mare, una cosa del tutto straordinaria in quanto solitamente le mele crescono a fondo valle.

Cullate dal vento fresco delle montagne ed esposte ad una luce solare intensa, pian piano cominciano a crescere e con loro il futuro della famiglia Kohl.

La vicinanza al sole permette alle mele di raggiungere un livello più alto di zuccheri e di acquisire quindi un aroma più intenso, mantenuto vivo e ben presente dall’acidità provocata dal brusco calo di temperatura nelle ore notturne.

Nel 2004 nasce il loro primo succo di mela e cresce sempre di più l’ interesse verso generi di mela antichi e rari: come ad esempio la Wintercalville, frutto che possiede un albero genealogico risalente al Medioevo!

Proveniente, con ogni probabilità dalla Normandia, questa mela è stata richiesta per molto tempo dai circoli più nobili.

Il suo albero è sensibile e necessita di un terreno forte, buono e caldo, proprio come quello offerto sul Renon. Il succo che viene prodotto presenta un color giallo dorato, in bocca lo sentiamo speziato ed aromatico, un gusto tutto da scoprire.

L’idea di Thomas è di creare un prodotto di nicchia, qualcosa di eccezionale ed introvabile altrove!

Così nel 2007 parte la produzione di succhi di mela monovarietali.  A differenze di altri produttori di succhi di mela l’azienda Kohl utilizza il top di qualità delle mele in piena maturità, con l’intento di portare questa bevanda gourmet agli stessi livelli del vino, all’interno di ristoranti ed hotel di lusso.

Seguendo questa linea guida anche l’imbottigliamento e l’etichettatura cambiano, raggiungendo livelli unici di eleganza e stile. Non posso descrivere la bellezza e la finezza dei cofanetti regalo del loro succo di mela Grand Cru, dove i disegni delle foglie d’oro spiccano sull’elegante color nero della confezione. Un presente che sicuramente colpirà al cuore!

Ma torniamo al sogno della famiglia Kohl, portare questi incredibili succhi sulle carte dei migliori ristoranti.

La prima sfida è sfatare nella mente delle persone che non ci siano alterative al vino o alla birra durante un pasto.

Immaginate di non poter assumere vino o birra che sia e di riuscire ad accompagnare una cena con un calice di qualcosa di ugualmente intenso, profumato, aromatico, aggiungerei sanissimo e assolutamente non alcolico!

E’ un’alternativa molto interessante! Anche perché si ha la possibilità di provare degli abbinamenti nuovi, coraggiosi ma perfettamente equilibrati.

Per aprire le porte a questa nuova concezione il 9 giugno scorso, Ulriche “Uli”Platter,meravigliosa Project Manager dell’azienda Kohl, ha organizzato, insieme al Ristorante C’era una Volta di Trieste (del quale vi avevo già raccontato in un precedente articolo) una degustazione guidata con appunto i loro succhi di mela.

Curiosissima, non mi son lasciata scappare quest’esperienza!

Lo chef del ristorante, Matteo Tugliach, ci accoglie calorosamente ed Uli ci racconta quel che andremo a degustare: cinque piatti abbinati a cinque diversi succhi, dal loro Ananasrenette ai loro Cuvèe.

Ma procediamo con ordine dalla prima portata…!

Arriva l’antipasto, la primavera in un piatto: un morbido flan di asparagi con fonduta di pecorino, sapientemente abbinato al succo Grand Cru Ananasrenette,ottenuto da una mela antichissima e molto rara.

Esteticamente non è un bel frutto, ma all’interno riserva il suo tesoro, un profumo intenso di ananas, fresco e netto, che, con la sua acidità per nulla invadente, sposa perfettamente il pecorino.

Proseguiamo con dei gnocchetti di patate, questo ibores (formaggio spagnolo simile al caprino) e lardo di patanegra.

Il succo abbinato a questo piatto squisito è molto particolare! Al suo interno infatti è stato messo in infusione il fiore del luppolo, che conferisce quel tipico retrogusto amarognolo, ricordando nettamente un’altra bevanda nota, la birra.

Il piatto, carico, gustoso e speziato viene perfettamente equilibrato dall’amaro e dal fresco di questo secondo succo.

Arriviamo alla carne e qui le aspettative sono alle stelle!

Servono un secreto di patanegra (un taglio di carne molto raro) alla griglia abbinato ad un succo di mela di montagna e mirtillo rosso.

Con i colori ci siamo! Carne rossa, vino rosso…ehm succo rosso!

L’asprezza del mirtillo ed il suo profumo inconfondibile  cullano la carne cucinata magistralmente, croccante fuori e morbida dentro. Poso la forchetta ed il coltello e mi commuovo.

E se questo piatto mi ha entusiasmata, la tagliata di scottona alla griglia con quenelle di patate affumicate, accompagnata dal succo di mela e ribes mi ha conquistata del tutto!

Non sono del tutto sicura che tornerò a bere del vino dopo questa cena! Spettacolari!

Apro una piccola parentesi su questi ultimi due succhi: fanno parte entrambi della linea Essence che rappresenta le Cuvèe di succhi di mela i cui aromi intriganti vengono affinati con l’accompagnamento di un altro frutto, di un ortaggio, di bacche o di estratti.

Il sapore deciso del succo di mela viene completato alla perfezione grazie a questo fine assemblaggio.

Ed ora, dulcis in fundo naturalmente, un bisquit al cacao amaro con crema inglese e polvere di caffè.

A che cosa può essere abbinato questo piatto se non il re dei loro succhi? Il già lodato Grand Cru Wintercalville, che, con la sua delicatezza, lascia sprigionare liberamente tutti i sapori di questo dessert.

La degustazione, come tutte le cose belle e buone, è giunta al termine ed io sono felicissima di aver vissuto quest’ esperienza.

Amore per la propria terra, fiducia nell’innovazione, tenacia e passione: tutto questo è Kohl.

La riprova che da una mela può nascere il futuro.

Ph. Silvia Policardi

 

 

 

 

 

 

 

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