29 Ottobre 2018

Il Pane Quotidiano, una storia triestina di successo che sbarca oltreoceano

Otto punti vendita, due prossime aperture e cento dipendenti

«A 13 anni andai a lavorare e iniziai facendo il meccanico. Ogni mattina mi fermavo in una panetteria di Longera per comprare il panino per pranzo; un giorno il fornaio mi chiese se volevo lavorare per lui, si era liberato un posto come panettiere».

Comincia così il racconto di Paolo Fontanot, 47enne triestino. Mi parla della sua storia seduto all’ombra della pergola nella sua panetteria più grande, del Pane Quotidiano, quella in Strada per la Rosandra 50, che conta mille metri quadrati tra laboratorio, punto vendita ed uffici.

Sono stata ad ascoltarlo per qualche ora mentre mi raccontava della sua vita; una narrazione a tratti emozionante e stupefacente. So solo che ad un certo punto ho chiuso il mio quadernetto per gli appunti ed ho aperto quello del mio cervello per cercare di fissare bene nella mente le chiavi di un così grande successo. Amore per il proprio lavoro, secondo Paolo tutto sta nel credere nei valori delle persone.

Ed io sono qui ad ascoltarlo letteralmente ipnotizzata dalle disavventure incrociate lungo il cammino e dalla lunga, lunghissima lista di trionfi; dal primo negozio preso in gestione in piazzetta Puecher nel 1997 al primissimo aperto in via Settefontane. Era il 1 gennaio del 2000. L’elenco prosegue da via Giulia al viale XX Settembre, passando per gli innumerevoli ampliamenti a Servola, Roiano e Muggia. Otto punti vendita sparsi per la città e altri due in previsione di apertura per il 2019; la mitica Terrazza Mare a Barcola e, udite udite, Miami. Eh sì, Il Pane Quotidiano sbarca oltreoceano!

Incredibile pensare come in questi anni, quando tutto sembra difficile se non quasi impossibile, una singola persona sia riuscita a costruire con le sue mani una realtà come questa, una macchina che conta più di 100 cavalli al lavoro! Qual è il sogno nel cassetto di Paolo? «Aprire 100 locali in tutto il mondo!»...per creare posti di lavoro 🙂

Cuore pulsante de Il Pane Quotidiano è l’artigianalità del prodotto: tutto ruota attorno alla qualità di quanto offerto. Ogni punto vendita possiede un forno dal quale ogni mattina escono calde brioches (pensate che ne sfornano 1.500 al giorno), prodotte rigorosamente con burro e farcite al momento con le marmellate di frutta o la crema (anche questa di loro produzione, naturalmente). Il pane, fresco e fragrante, speciale per la sua leggerezza, vanta una fermentazione naturale. Fermentazione di cui Mauro Mattei, responsabile della produzione nel laboratorio, è orgogliosissimo; mi racconta che per produrre la loro pasta madre sono partiti da uno spicchio di mela e da un acino d’uva!

Tutti i loro lievitati vengono lavorati con materie prime di alta qualità. C’è la sfoglia fatta esclusivamente con burro e non con margarina, sicuramente più difficile da lavorare ma fragrante e gustosa; e ancora le pastecreme, i cestini alla frutta...delizie fresche fresche!

Tutto ciò che troverete in un punto vendita de Il Pane Quotidiano è prodotto da loro. Putizze, Presnitz, pinze, fave, biscotti, pizze e focacce sono ESCLUSIVAMENTE made in Strada della Rosandra! E dal momento che stiamo per avvicinarci al Natale, vogliamo parlare dei 10mila chili di panettoni (ovvero 13mila pezzi) prodotti in un solo mese?

La cosa ancor più bella è che Il Pane Quotidiano è anche condivisione. Nella sede di Strada della Rosandra 50 sono infatti iniziati i corsi di pasticceria (e non solo) con un appuntamento alla settimana nella giornata di venerdì, dalle 18 alle 21. Mauro vi insegnerà a fare le favette triestine, i dolci tipici della tradizione, la Sacher, la focaccia e...se siete interessati date un’occhiata qui!

Spero di avervi incuriositi almeno un pochino, devo ammettere che ho scoperto da vicino questa bella famiglia solo pochissimo tempo fa, dal momento che ad Opicina non c’è un loro punto vendita. Ma dopo aver passato una bella giornata con Paolo e aver toccato con mano quanto amore ci sia dietro a questa storia di successo...beh, me ne sono un po’ innamorata!

Ph. Lara Perentin 

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