24 Novembre 2016

Trattoria Nero di Seppia : l’eccellenza nella ristorazione di pesce a Trieste.

Pescato fresco, cordialità e ottimi prezzi!

Non ci crederete, ma questa per me è stata la prima volta al Nero di Seppia!

Ho avuto modo di apprezzare la loro cucina a diversi eventi e ne ho sempre sentito tessere le lodi da amici e conoscenti, ma non ero mai stata a consumare un pasto nella loro Trattoria.

L’ambiente è familiare, sia per la gestione di Valentina e Giulio (compagni da vent’anni ) sia per la sensazione che questo locale trasmette.

L’accoglienza è squisita, due persone solari e gentili, due appassionati del loro lavoro che riescono a trasmettere l’entusiasmo per la ristorazione e l’hosting.

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In questo piccolo ristorante dove trovar un tavolo libero a pranzo o a cena è un terno al lotto, si sta proprio bene, l’ambiente è semplice, non vuol’essere un locale luxury con tovagliato fin per terra, con sfarzi ed orpelli, ma un giusto equilibrio tra una trattoria ed un ristorante elegante. I runner sui tavoli di legno ed una mise en place semplice ti fanno sentire subito a casa!

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Molto semplice è anche il loro menù, chiaro e con una semplice descrizioni dei piatti senza ricorrere a terminologie altisonanti o ridondanti, solo la descrizione di ciò che andremo a degustare.

Due lavagnone appese alla parete descrivono i bicchieri di vino offerti alla mescita, dalla bollicina metodo classico Alta Langa di Valentino 2011, con la quale ho deciso d’incominciare, attraversando il Collio per finire con la Vitovska di Baijta del Carso. Ed a proposito di questo vino, Valentina (Sommelier), mi racconta che sono stati nominati nel 2016 Cavalieri della Vitovska, tengono molto a questo titolo rilasciato dall’Associazione Viticoltori del Carso, che hanno ricevuto perché nella loro offerta vinicola c’è sempre una proposta di Vitovska, questo magnifico vitigno autoctono del Carso Triestino!

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Così come il vino locale, Giulio (Chef da 35 anni) compra  anche il pescato locale andando da Marano all’Istria; tutto il pesce nostrano arriva da queste zone. Infatti sulla lavagna vicino i vini c’è la scritta “fuori menù” e le proposte di oggi sono la sogliola del nostro golfo o, alternativamente, l’orata e il branzino di Pirano!

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Così eccomi seduta ad assaporare il profumo dell’antipasto: un’insalata di polpi, seppie e calamari alla dalmata con patate all’aceto. La particolarità è la cipolla, che è messa a bordo piatto, perché non tutti possono gradirla come me, perciò c’è attenzione anche a tutti quelli che non amano i sapori decisi.

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Giulio tiene a precisare che loro sono un ristorante “garlic free” nonostante lui sia un estimatore dell’aglio (forse per la sua origine istriana … è risaputo che da quelle parti amano questo bulbo). Ma pure io che sono triestina lo adoro, e fosse per me ne abbonderei in tutti i piatti; forse però, rimango io una mosca bianca perché Giulio mi conferma che oggi dì le persone non amano più questa preziosa pianta medicinale…

Perciò niente aglio sui crostini nel piatto di tris di tartare: salmone selvaggio dell’Alaska, branzino alla Vitovska e gamberi al mojito accompagnati da un gradevole assaggio di “tartanzievola”, una tartara di granzievola al vapore!

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Un assoluto salto nel passato, la granzievola non la mangiavo da non so quanto tempo ed è stato un piacere assaporarla; chiudendo gli occhi ho rivissuto i ricordi della mia giovinezza e delle festività in famiglia…

Aspettando il primo ho incominciato a sbirciare nel menù e … che sorpresa! Continuavo a guardare e riguardare i prezzi indicati, senza riuscire a crederci … i primi da 10,00 a 15,00 euro? Il filetto di orata nostrana a 15,00 euro? L’insalata di polpi appena mangiata 13.00 euro? Ma sono prezzi incredibili per il rapporto di qualità della materia prima e il magnifico servizio che sto ricevendo!

Che spettacolo, ora mi spiego perché qui bisogna prenotare con largo anticipo per trovare un tavolo libero.

Così bando alle mie considerazioni ecco arrivare i primi: risotto con vongole veraci, code di mazzancolle, zucca e radicchio rosso di Treviso, tutto ottimo ma il mio preferito è stato il piatto con i fusi Istriani al ragù di rombo accompagnato da carciofi alla romana (senza aglio) 🙂 Spazzolato in 3 secondi! Due primi dai gusti delicati ed allo stesso tempo saporiti, un’armonia dei sapori, tutto perfettamente bilanciato senza che nessun ingrediente prevaricasse sull’altro.

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E’ il momento di un buon bicchiere di Sauvignon del Collio “La Ginestra”.

Ora senza voler esser ciò che non sono (un’esperta di vini), ma volendo esprimere il mio parere personale, devo dire che questo vino mi ha colpita. Solitamente il Sauvignon, nonostante sia la varietà a bacca bianca più diffusa e famosa al mondo insieme allo Chardonnay, non rientra  tra i miei preferiti perché quell’odore così intenso ogni tanto mi inebria troppo il naso. Ma questo, privo di quel suo caratteristico odore, faceva risaltare solamente dei profumi di salvia, timo, ananas e lime, e con quel sorso morbido mi ha conquistata. Veramente ottimo anche per il suo prezzo (3,00 Euro a calice)!

Scusatemi il passaggio “vino dell’inesperta”, ma qui a forza di bere e provare, oggi dico la mia, esprimendovi la mia sensazione organolettica ed olfattiva.

Insomma levata la toga del giudice 🙂 ecco arrivare i secondi, un filetto di orata al forno con pomodori, olive, pinoli e capperi servita su dei broccoli dal sapore straordinario. Chiudendo gli occhi si sente il profumo del mediterraneo, ed assaporando questo piatto semplice ma saporito ci si immerge nella nostra bell’Italia.

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Insieme all’orata ecco il piatto che vi OBBLIGO a provare: IL MIGLIOR FRITTO DI PESCIOLINI DEL GOLFO di TRIESTE!

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Ragazzi miei, che prelibatezza, pesciolini e verdurine, passati nella farina di riso per esser più leggeri e fragranti, scricchiolavano sotto i denti e vi posso giurare che non si sono rivisti e presentati per tutto il pomeriggio. Solitamente anche se questo è un piatto realmente semplicissimo, ma è veramente difficile trovarne di buoni, purtroppo pochi osservano attenzione alla farina ed all’olio per la frittura, questo è in assoluto il miglior fritto mangiato nella mia città!

A questo punto non posso rinunciare al dolce, perché sono proprio le mani sapienti di Giulio che creano l’armonia del dolce di Nero di Seppia! Indecisa tra la Linzer Torte e gli assaggini golosi, la scelta cade sul tortino di ricotta tiepido con gelato alla vaniglia e salsa di lamponi e … la millefoglie scomposta, una tale goduria che una volta assaggiata non potrete più farne a meno!

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Così sono arrivata alla fine del mio pranzo, e mi chiedo perché ho aspettato 5 anni per venire a provare questa incredibile cucina ( Giulio e Valentina sono qui da luglio del 2010), ora che l’ho provata sento che non potrò più farne a meno.

Giulio e Valentina siete stati MAGNIFICI!

Così, leggendo l’ultima frase scritta alla lavagna appesa al muro, mi incammino verso la porta:

“Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene”

Virginia Woolf

Ph. Andrea Zangrando

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