4 Ottobre 2018

La cucina dell’Alpe-Adria a Klagenfurt

Prima edizione per una sette giorni dedicata alle eccellenze food

Klagenfurt si è trasformata per una settimana, dal 24 al 30 settembre, nel cuore pulsante dell’Alpe-Adria, tra cene a quattro mani con chef da Slovenia, Italia ed Austria e un colorato mercatino con trenta produttori selezionati. Anche questi, manco a dirlo, provenienti dai tre paesi sopra citati.

Come ben saprete vengo spesso invitata ad eventi...ma questo, lasciatemelo dire, è stato davvero pazzesco. E oggi voglio raccontarvi per filo e per segno cosa ho vissuto nel corso della mia ennesima tappa in terra austriaca 🙂

Il progetto è nato un anno fa dal desiderio di trasformare Klagenfurt nel «cuore dell’Alpe-Adria, questa regione unita dalla tradizione comune, un territorio che abbraccia il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Carinzia». A raccontarmelo è Helmuth Micheler, Amministratore Delegato dell’Ente Turismo di Klagenfurt.  Micheler, 44 anni, una persona disponibile, gentile, sorridente e dalle idee veramente brillanti, ha ritenuto opportuno creare questo trait d’union proprio nella sua città. Sapete cosa mi ha colpito maggiormente? Che l’iniziativa è stata studiata e organizzata nei minimi dettagli. Il lavoro di ricerca è partito un anno fa, la volontà era quella di dare voce ai piccoli produttori, quelli poco noti, quelli che lavorano in piccole realtà ma con gran passione, curando con amore le loro aziende.

Ma la selezione non si è limitata a questo! Ognuno di loro ha ricevuto la visita dell’Ente del Turismo di Klagenfurt, che ha voluto accertarsi della professionalità e della qualità del prodotto. Un lavoro di squadra, condotto da diverse persone, ognuna delle quali con una nazione di riferimento.

La sette giorni si aperta con un ventaglio di cene a quattro mani che ha visto destreggiarsi tra i fornelli rinomati chef di queste zone come la triestina Antonia Klugmann; e poi Jure Tomic, Luka Kosir, Gunter Piccolruaz, Christian Cabalier, Stephan Vadnjal e Thomas Kropfitsch. Ospitati nelle cucine di diversi ristoranti di Klagenfurt, i cuochi hanno creato un menù con lo chef patron di casa, per cercare di esaltare la cucina del territorio ed i prodotti locali. Durante tutta la kermesse 15 ristoranti della città hanno proposto un loro menù speciale, interpretando l’Alpe-Adria.

Potevo farmene sfuggire uno? Certo che no! E sono tornata al Gasthaus im Landhaushof per assaporare la loro proposta. Bruschette con pomodori e zucca, polletto ruspante di allevamento a terra Bio da una fattoria carinziana servito su polenta al tartufo e un sorbetto al limone per chiudere.

Sì, ma occhio. Perché la manifestazione non è agganciata alla sola ristorazione! In un centro città chiuso al traffico è possibile scoprire i produttori, veri artefici della cucina, nel mercatino di cui vi ho parlato nell’apertura del pezzo. Trenta vi sembrano pochi? Sbagliato. Io ci ho messo due giorni per conoscerli come si deve!

Considerate che mi ero programmata anche una visita guidata per Klagenfurt, ma non sono riuscita a fare tutto (rimedio subito lasciandovi il link all’articolo che avevo dedicato a questa cittadina qualche tempo fa https://www.missclaire.it/blog/11-cose-da-fare-a-klagenfurt/ ).

E ora apriamo le danze! Qui di seguito vi racconterò cosa mi ha colpito maggiormente. Parto con Natura Tartufi dalla Croazia, il suo profumo inebriante sembrava sussurrare “fermati e assaggia!”...ed è così che ho gustato formaggi, salamella, patatine ed ancora olio, salse e derivati. Delizioso. Prossima gita tutti a Buzet per conoscere meglio questa saporita realtà!

A due passi dal regno del tartufo ecco due ragazzi giovani con i loro formaggi sloveni della Kmetija pri Pustotniku; ci sono quelli di mucca, di pecora e capra. I loro conetti degustazione con formaggi e frutta erano davvero ottimi 🙂

Ma eccoci arrivare a Tavagnacco (Udine). Già, dovevo venire a Klagenfurt per conoscere questa realtà pazzesca. Signore e signori, ecco “Il Campo Incantato”. Madre e figlia coltivano e trasformano con passione verdure prelibate della terra friulana. Da loro ho acquistato (e mangiato in manco un’ora) un barattolo di zucchine arrotolate a mano con all’interno il pomodoro secco ed il cappero sottolio, le punte di asparagi bianchi sottolio, la cipolla viola e le melanzane. Tutto saporito e GENUINO.

E il dolcetto? Sono stata rapita dalla Cioccolateria Veneziana, una piccola azienda di San Donà che lavora il cioccolato nella sua variante più delicata e gustosa. Operano con il burro di cacao e creano tavolette di cioccolato (fondente, bianco e al latte) con pepe, arancio, cannella, pistacchio e nocciole. Loro cavallo di battaglia sono poi le  creme spalmabili come il pistacchio (un vasetto mi è scivolato nella borsetta J ), la nocciola e tante altre!

Ma eccoci arrivare sulle Dolomiti con i Salumi artigianali dei Fratelli Billo che si sciolgono i bocca. Lardo e coppa mi hanno rapita. Eccezionali. Incontro poi il branzino di Fonda che credo non necessiti di presentazioni, dal mare della Slovenia, precisamente dal golfo di Pirano, il più delicato che ci sia!

E ancora i succhi di frutta naturali di Terra Mater (qui si gioca in casa perché l’azienda è proprio di Klagenfurt).

Torniamo in Italia ed andiamo a Padova, dove troviamo Michele Littamé e il suo allevamento di quattromila oche! Produce 26 prodotti tra freschi, stagionati e cotti. La sua storia nasce nel 2001 dopo la crisi dell’allevamento bovino e della Mucca Pazza; da allevatore di bovini si è trasformato in allevatore di oche 🙂

Assaggio il ragù rovesciato d’oca che accompagna un piatto di gnocchi dai sapori sconvolgenti! Ed ancora il suo burger d’oca con maionese di carota (che nel periodo primaverile si converte ai piselli) e crauti marinati! Una danza per le mie papille gustative. Vi dico solamente che i suoi prodotti sono stati scelti da chef come Massimo Alajmo e Norbert Niederkofler! Il detto di Michele? “CHI NON MANGIA OCA A SAN MARTINO NON VEDE UN BECCO DI UN QUATRINO”...c’è da fidarsi!

Arriviamo poi alla Fattoria Zoff di Cormons, una piccola azienda che alleva 60 Pezzate Rosse che vengono nutrite senza l’utilizzo di fertilizzanti e concimanti; sono il primo caseificio nato a Gorizia nel 2000 ed hanno dei prodotti fantastici, con beta caseina A2. Freschi, stagionati, panna cotta e yogurt. Questa specifica  proteina del latte risulta molto più digeribile ed assimilabile per il nostro organismo anche dalle persone che hanno problemi di intolleranza al lattosio! Provare per credere!

Concludo con la Slovenia e con l’allegria che un gruppo folkloristico locale ha saputo portare tra la gente 🙂 Hanno danzato, cantato e suonato accompagnati da abiti tradizionali. Ci hanno fatto conoscere le loro tradizioni attraverso la gioia di vivere, i pizzi fatti a tombolo, l’intreccio di fuselli e con una sfilata di biciclette d’epoca e sorrisi entusiasmanti!

Dovrei scrivere molto altro ma sarebbe impossibile per questioni di...spazio. Non ci resta dunque che attendere la prossima edizione della kermesse in programma (sempre a Klagenfurt) nel 2019.

Prometto che vi avviserò per tempo, sicuramente non mi farò sfuggire l’occasione di esserci e, perché no, di far conoscere all’Ente del Turismo che organizza questa manifestazione qualche piccolo produttore da inserire per il prossimo anno, in questo grazioso mercatino fatto di casette di legno, fiori freschi, profumi delicati e persone incredibili che amano il loro lavoro e che sanno trasmetterlo a cuore aperto!

Grazie Klagenfurt per questa squisita ospitalità, spero di rivederti al più presto 🙂

 

Ph. LARA PERENTIN 

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