Istria: in cantina da Coronica con un pranzo firmato Konoba Morgan

Un’esperienza enogastronomica a tutto tondo!

Eh sì, non vi sbagliate, sono già stata ospite di Konoba Morgan e ve ne avevo già parlato (se non avete letto il mio racconto, eccolo qui ) ma questa è un’occasione alla quale non posso proprio rinunciare! Ebbene sì, un catering realizzato dalle sapienti mani di Ana Morgan in una location per me nuova ed elettrizzante: la cantina di Coronica Winery, una piccola ma eccellente azienda agricola vicino ad Umago, nel cuore di quello che un tempo era un bosco di querce…il Bosco Grande.

Qui da 3 generazioni si porta avanti il concetto di viticoltori. «Voglio rimanere un viticoltore e non trasformarmi in produttore!» è infatti la filosofia di Moreno Coronica, oggi alla guida dell’azienda di famiglia. «Ho 28 ettari di terra – prosegue – ma ne coltivo solo 21 a vigna (con 450 piante di olivi per uso privato) perché per me è importante riuscire a controllare tutta la filiera dalla terra al bicchiere. Se dovessi ingrandirmi troppo perderei il contatto con ciò che mi preme realmente, ovvero portare sulla tavola vini che non hanno subito più di 7 trattamenti all’anno, senza l’utilizzo di prodotti sistemici, senza fertilizzanti ed erbicidi».

E qui nasce spontanea una domanda…«Vista la passione per il naturale, siete certificati anche biologico?». La sua risposta? «Credo nel biologico quanto nella democrazia!». Non aggiungo altro.

Moreno è frizzante, ogni suo gesto non nasconde l’amore per la sua terra e per le  sue origini: il piacevole pranzo viene intervallato da aneddoti di famiglia che riguardano principalmente suo padre e la sua passione per la caccia. Racconti che portano il sorriso sul volto di tutti i commensali e che fanno comprendere a pieno la sua genuinità. Un’autenticità vera, sincera, dalla quale parte tutto quanto: famiglia, lavoro, amici e questa splendida cantina che ci ospita.

Ammiratela voi stessi! Le prime ristrutturazioni sono iniziate nel 2009 per arrivare ai giorni nostri; oggi questo luogo offre una sala degustazioni con soffitto in legno e grandi vetrate che incorniciano come in un quadro il bosco di querce e gli alberi d’olivo. E che giornata! A scaldarci non ci sono solo i caldi raggi del sole, ma anche vini eccellenti e deliziosi piatti di selvaggina…firmati Konoba Morgan, ovviamente.

Ah, prima che me lo dimentichi…questa location ha una bellissima cucina che si adatta al catering, pertanto se vi siete innamorati di questo luogo, sappiate che potrete affittarlo per matrimoni, eventi o feste di compleanno memorabili!

Oltre a questa piacevole visita siamo stati invitati ad un giro in vigna comodamente seduti su un trenino guidato da un trattore. Da qui si ammirano il Triglav e le vette innevate delle Dolomiti, in un clima poco umido e mitigato dal mare. L’umidità si dilegua verso le 6 del mattino, dettaglio non da poco perché permette alla vigna di asciugarsi e non ricevere, di conseguenza, troppi trattamenti.

 

Ma rientriamo in cantina per assaporare ciò che la terra ci dona! I vini di Coronica sono davvero incredibili. Dovreste ben sapere che non sono un’esperta sommelier, ma la fortuna è stata avere con noi al tavolo una guida d’eccezione, alias Daniela Kramaric, sopraffina sommelier croata.

…e ora…siete pronti a scoprire un mondo di delizie?

Diamo il via a questo viaggio con un primo aperitivo di benvenuto: una Malvasia direttamente spillata dalla botte. Un colore non limpido, ma un sapore eccellente che tutto sembra tranne alcolico. Eppure sfiora i 13°! Guardo Moreno ed esclamo «sembra succo di mela!». «La Malvasia è donna, ha più forza di quel che sembra!», mi risponde.

Iniziamo la degustazione con un paté d’anatra accompagnato dalle mostarde di Konoba Morgan, servito con lo Spumante CO Due. Un abbinamento perfetto! La bollicina del metodo classico 12 mesi della Malvasia, che accompagna il piatto perfettamente, ha un’ottima granulazione che sgrassa il paté 🙂

Proseguiamo con un brodo di fagianella servito con polpettine e funghi, abbinato ad una Malvasia 2017 fresca e dai sentori erbacei: un’eccellenza che ha fatto solo inox, sapida e amarotica al punto giusto e con note di mela verde, basilico, menta, cardamomo e pompelmo.

Ancora un primo con il tortellone con beccaccia e mela cotogna, squisito come tutti i piatti di selvaggina fresca preparati da Ana. E chi lo accompagna? Il vino più buono (secondo il mio modesto e personale parere) di tutta questa degustazione: la Gran Malvasia 2018 con affinamento solo in inox. Moreno ha voluto eliminare le botti per lasciarlo esprimere in tutta la sua naturalezza. 12 mesi in più rispetto al vino precedente ed ecco che il bicchiere regala la stessa sapidità e freschezza: le note erbacee sempre presenti si trasformano in frutti gialli come la pesca. Stesso DNA ma molto, molto più elegante.

Che ne dite, arriviamo ai secondi? Una terrina di lepre con prugne in salsa agrodolce e un Grabar 2016, un uvaggio di 50% Cabernet Sauvignon e 50% Merlot: il primo conferirà la forza, il secondo l’eleganza. E ancora, sapori terziari come spezie dolci, tabacco e orzo: si tratta di un vino che ha la necessità di decantare per almeno 3 ore per sprigionare al meglio le sue qualità.

Chiude la sfilata di salati il cervo alle erbe aromatiche con polenta, salsa ai mirtilli ed aceto balsamico. E chi può accompagnarlo se non il Gran Teran 2017? Se per Moreno la Malvasia è una donna, il Teran è un uomo “esigente”. E questo perché in vigna necessita di tanto sole ed acqua. Un tempo il Gran Teran era considerato un vitigno rustico: qui Moreno ha saputo invece dimostrarne la grande eleganza!

E il dessert? Mezza sfera di cioccolata con un cuore di ricotta e gelatina d’arancia. La conclusione di questo pranzo è come un cerchio apertosi con lo Spumante CO Due Metodo Classico 12 mesi di Malvasia…e chiusosi sempre con lui 🙂

Che altro dire? Ho passato una stupenda giornata di febbraio in un posto affascinante a meno di un’ora da Trieste. L’Istria è sempre una garanzia…ore piacevoli trascorse in un piccolo borgo di case di pietra, con il sole che si tuffa nel mare guardando le montagne e assaporando i profumi della cucina di un tempo. Selvaggina e ottimi vini autoctoni nati in questa terra che è capace di farmi sentire ogni volta a casa. Un clima ospitale tra persone appena conosciute che, accidenti, mi sembra invece di conoscere da una vita! La promessa è sempre la stessa, ritornare in questi luoghi incantevoli…e mentre ci penso guardo le fronde degli alberi e mi rendo conto che il sole è ormai andato a nanna. Al suo posto c’è una magnifica luna. Che pace!

Ph. Lara Perentin

 

Commenta