Linz: il Duomo, gli angeli di Höhenrausch e la camera dell’eremita…2/3

Una giornata dedicata all’arte!

Tra le fresche lenzuola dell’hotel Schillerpark, apro un occhio e dalle vetrate della camera scorgo il campanile di Neuer Dom Mariendom. Dalla luce arancione che filtra capisco che è ancora presto, ma ormai sono sveglia!

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Accendo il PC e la giornata inizia a pieno ritmo!

Dopo una ricca colazione continentale, in questo moderno hotel nel centro di Linz, sono pronta per affrontare una nuova giornata alla scoperta di questa magnifica città!

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Parto subito in direzione Mariendom perché voglio sapere di più su quel campanile gotico che intravedevo dalla stanza d’albergo.

Cuspidi e pinnacoli del campanile mi riportavano al periodo gotico, ma invece scopro che Il Duomo è in perfetto stile Neo Gotico!

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Miss_Claire_Linz-1104I lavori incominciarono nel 1862 e finirono nel 1924. Da fuori si percepisce la maestosità di questa Chiesa, pensate che il campanile di 134,7 metri ha solo 1 metro e mezzo in meno rispetto al Duomo di Santo Stefano di Vienna. Con i suoi 130 metri di lunghezza e 60 metri di larghezza, una capienza di 20.000 persone e delle magnifiche architetture il Mariendom vi sorprenderà.

Entrando sarete avvolti dallo splendido arcobaleno di colori delle vetrate, preziose opere d’arte che narrano la storia del Duomo e della città.

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Non manca nemmeno la firma di Antonio Salviati con i suoi mosaici veneziani!

Ma qui potete anche trascorrere una splendida esperienza da eremita perché dal 2009 (quando Linz fu proclamata Capitale Culturale), nella torre del campanile, c’è una camera riservata a chiunque desideri passare una settimana di meditazione e solitudine.

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La camera dell’eremita è un progetto che, inizialmente, doveva durare solamente un anno, ma viste le continue richieste, è stato protratto!

Tra le tante cose da vedere a Linz, di sicuro non potevo perdermi Höhenrausch, un formidabile percorso artistico d’arte contemporanea con installazioni e opere d’arte sui tetti, dedicato agli Angeli (21 Maggio – 16 Otobre 2016).

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Gli artisti raccontano gli angeli attraverso un itinerario che si inerpica, attraverso delle passerelle, sui tetti di Linz tutto intorno al quartiere dei musei; qui la sensazione di essere un angelo è veramente palpabile ed un’emozione unica!

Sicuramente tra i molti angeli, quello che maggiormente mi ha colpita è stato il secondo. Su una balaustra sospesa nella Chiesa delle Suore Orsoline, dall’alto si ammirava l’enorme installazione di Ilya & Emilia Kobakov raffigurante la scena di un crimine, transennata con il nastro adesivo della polizia e con al centro della stanza un angelo caduto. L’opera dei Kabakov ha una forte carica utopica che vede la fuga nell’arte e nell’immaginazione come possibile salvezza dalla quotidianità.

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Ma anche “Gli Angeli volanti” di Heri Dono, il più bravo artista contemporaneo Indonesiano, mi sono piaciuti da morire. Con l’unione di elementi di cultura indonesiana e cultura pop occidentale, l’artista ha creato questo stormo di angeli che battendo le ali creano dei suoni dissonanti.

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Impossibile non citare l’opera dell’artista di New York Daniel Rozin che crea specchi con materiali non riflettenti (incredibile ma vero J ); qui ho potuto ammirare il suo “specchio di legno”, un oggetto composto da 830 piccoli quadrati di legno. Il “riflesso” è ottenuto attraverso l’utilizzo di una macchina fotografica dotata di software che rileva la presenza dei movimenti degli spettatori e passa le informazioni per l’inclinazione dei piccoli quadratini di legno. Così con un gioco di ombre si ottiene l’immagine della persona, ed ad ogni suo movimento corrisponde un movimento del tassello di legno!

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Non potevo non mettermi a ballare per vedere quanto questo specchio riuscisse a seguire i miei movimenti; risultato? Gruppo di turisti Indiani perplessi! 😉

Ed ecco che con gran coraggio inizio a salire le scale di una struttura di legno montata sopra il tetto di un palazzo della mostra. Arrivata al terzo piano di questa impalcatura dove tutto oscillava e scricchiolava mi sembrava di essere su dei trampoli instabili con la città sotto il naso!

PAURA!

Attaccata alla maglietta del fotografo davanti a me, salivo con il naso all’insù senza guardare quella fessura fastidiosa tra gli scalini che faceva percepire un’altezza decisamente vertiginosa.

Sono rimasta aggrappata ad un corrimano come fosse l’albero maestro di una barca alla deriva sotto una tempesta (tristemente imbarazzante, vedere signore anziane, bambini e turisti correre su e giù, e guardarmi con fare imbarazzato).

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Dopo esser scesa a occhi chiusi e aggrappata al fotografo ho deciso che dovevo fermarmi a pranzo… e quindi quale scelta migliore del ristorante a due passi qua sotto?

Ma per il Restaurant Stadtliebe , ci vuole uno spazio dedicato, perché lo merita!

Aspettate ancora qualche giorno e vi racconterò tutto!

 

Ora nella cameretta dell’eremita dormirò con i miei angeli aspettando il pranzo dei miei sogni!

Ph. Andrea Zangrando

 

 

 

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