Špacapanova hiša, IL ristorante di Komen in Slovenia

Tradizione, territorio e buon gusto

Ci troviamo a soli 20 minuti da Trieste e il confine che vi consiglio di passare è quello di Monrupino; da qui in poi inizierà il nostro viaggio alla scoperta dei sapori della Slovenia. Una volta in terra slovena vi ritroverete immersi nella campagna e, sulla strada, incrocerete pittoreschi paesini come Duttogliano.

Da queste parti c’è grande rispetto per la terra, i campi sono coltivati e tenuti come piccoli gioielli e anche le case di pietra hanno quasi sempre una piccola porzione di terra che viene curata perfettamente; fiori, erba tagliata e mai incolta e alberi da frutto. Tutto trasuda passione e amore.

I venti minuti di strada che ci separano dalla nostra destinazione finale passeranno velocissimi…nel frattempo godetevi il paesaggio 🙂 Non potrete fare a meno di abbassare il finestrino dell’auto per ammirare questa meraviglia senza alcun filtro e stimolare tutti e cinque i sensi.

Ed è così che arriviamo a Komen (Comeno in italiano), un piccolo paesino della regione carsico – litoranea che conta poco più di 3mila anime; un numero che si gonfierebbe a dismisura se includessimo le diecimila salme sepolte nel cimitero più grande dell’esercito austro-ungarico nella zona del fronte Isonzo, a Goriano.

Perdonate la breve parentesi ma era d’obbligo. Dicevo, siamo arrivati a destinazione, dunque andiamo a conoscere meglio la famiglia Špacapan. Si trovano qui da più di 40 anni e continuano a portare avanti la loro idea originaria; portare alla luce ed in tavola la cucina dei sapori del Carso, conosciuta da alcuni come quella della classica Gostilna slovena.

Ma c’è un ma. Perché da quattro anni a questa parte con chef Ago, figlio quarantenne, è arrivata in cucina una ventata di modernità. Mica male, no? Ed è così che pur tenendo stretta la tradizione e valorizzando le materie prime di questa terra per Špacapanova hiša arrivano i 3 cappelli nella prestigiosa guida Gault&Millau. Sì ma…non finisce qui. Il ristorante è inoltre appena stato premiato tra i dieci migliori ristoranti della regione carsica – mediterranea dalla commissione di “The Slovenia Restaurant Awards”. Non sono qui per farvi l’elenco dei riconoscimenti ricevuti, ovvio; ma se ve ne sto parlando significa che anche io l’ho promosso…e questo vale più di qualsiasi guida, no? 🙂

In realtà conosco questo posto da tempo, ne avevo conosciuto la cucina in occasione di un catering per un matrimonio (ebbene sì, loro offrono pure questo servizio in Slovenia e all’estero)…vi ricordate dell’evento a Villa Mirasasso?

Ecco, in quell’occasione ero rimasta SCIOCCATA dalla bravura di Ago, dalla sua presentazione e dai suoi piatti, ed avevo pensato “Se è così bravo fuori casa, figuriamoci nel suo ristorante! Deve essere una BOMBA!”.

Mi ci è voluto un anno per riuscire a trovare il tempo di fare un salto a Komen e assaporare la cucina di questo locale, ma alla fine eccomi qui, seduta nella terrazza e con la forchetta ben stretta nella mano, pronta per iniziare le danze.

Il clima è ospitale, il tempo è magnifico e si incomincia un po’ alla “serba” con una rakija, superalcolico simile al brandy e alla vodka. Le scelte sono due, una dolce al tiglio o una alle erbe..Ago mi dice che il suo intento è quello di farmi uscire da qui felice. Insomma, devo bere!

La porta si è ormai spalancata e la mia esperienza inizia con delle piccole degustazioni presentate divinamente; favolosi i macaron di cappone e polvere di porcini, i grissini al lievito madre con pancetta flambata al momento, un raviolo fritto con un ripieno sempre di pancetta presentato su un letto di paglia e il pane fritto con crema di asparagi all’interno e anatra affumicata e luppolo.

A questi assaggi viene abbinato Vinorodni Okoliš Kras, uno spumante di Štanjel un po’ “forte” con 8 giorni di macerazione e 13 gradi.

A seguire arriva il momento di un giovane Terrano 2018 prodotto da loro! Eh sì perché Špacapanova non è solo un ristorante, ma è anche un produttore di vini, formaggi, carne, prosciutti, aceto. Che meraviglia!

Questo vino rosso accompagna un carpaccio di manzo del Carso macerato per due mesi e servito con maionese d’aglio, formaggio di Zidarich, caviale di aceto di Ribolla (fatto da loro, che discorsi) e verdura selvatica. Un piatto magnifico che mi viene proposto con del burro e del pane fatto in casa con lievito madre. E poi? C’è la zuppa d’aglio orsino con verdure di bosco selvatiche e patate chips. Poesia pura.

Alterniamo il rosso al bianco e chi può arrivare se non lei, la regina del Carso? La mia amata Vitovska! Qui ne assaporo una giovane della cantina Pietra (annata 2017), connubio perfetto con un raviolo di ricotta di Zidarich con schiuma di piselli ed asparagi freschi.

Non manca poi un Ribolla 2016 della casa con 5 giorni di macerazione. Cosa accompagna? Una piccola ciambella di trota cotta con spinaci e servita con chips di spinaci, asparagi e uova di trota.

Mi sono meritata una pausa sorbetto, no? Gelato di yogurt di Zidarich con olio Mate.

Un fresco intermezzo che mi prepara al gran finale, l’agnello con tortino di patate e verdure di stagione; un piatto incredibile abbinato ad un calice di Renčel Vitovska 2015.

Oddio, avete ragione voi. Il sipario cala solo con i dolci…stavo per dimenticarmene! Assaporo una schiuma di panna acida e lamponi, una 3 foglie (ne mancano 997) ed uno “strucolo de pomi” con mela marinata e crumble di biscotto!

CHE PRANZO, MAMMA MIA!

Immancabili poi le grappe della casa e una visita alla cantina: ho passato una giornata magnifica.

Sì, mi sembra quasi di sentirvi. Mi state dicendo “ok ma quanto costa?”. Menù degustazione con 5 portate 45 euro, mentre quello con 8 portate (il mio, per intenderci) 64 euro. Vini esclusi.

Ah, ancora una cosuccia e poi scappo. Se dopo una ricca cena qui non avrete voglia di prendere l’auto e rientrare a casa, non c’è problema; Špacapanova offre quattro camere dove poter passare la notte. Per ora sono solo quattro ma…vedrete, vedrete!

Non mi resta che congedarmi augurandovi buon appetito!

…e se vi va, condividete con me nei social la vostra esperienza 🙂

Un abbraccio,

Chiara

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