28 Maggio 2023

Sorrentino: mangiare vista mare a Trieste

Sapori mediterranei tra olivi e salsedine

Era il 15 marzo del 2016 quando uscivo con il resoconto della mia esperienza da Joia. A quell’epoca il locale si trovava ancora in via Cadorna e io avevo già messo gli occhi sulla cucina del giovane chef Pasquale Sorrentino, allora ventottenne.

In 7 anni ne ha fatta di strada, separandosi dal suo socio e guadagnandosi la sua Joia personale: per intenderci il locale sulle Rive difronte ad Eataly che ormai tutti conoscete. Difficile non averne sentito parlare visto che ci capito spesso e continuo a consigliarvelo sui miei social.

Oggi però voglio parlarvi di tutt’altro! Questa è la storia di un giovane partenopeo che abbatte la barriera del no se pol e decide di ridare vita ad un luogo sulla Strada Costiera caro a tutti i triestini, ultimamente un po’ dimenticato (lo storico Tenda Rossa).

Pasquale, nel suo cuore e nel suo accento, non dimentica mai le radici della città natale, la meravigliosa Napoli, e ricordando la Costiera Amalfitana ha deciso di far rinascere questo posto aprendo i battenti di Sorrentino Trattoria di mare.

Affacciato sul golfo, protetto dalla Bora e riscaldato dai raggi del sole che impattano sulla Costiera, qui si crea un microclima pazzesco. Sembra davvero di stare altrove! Immerso nel verde di una vegetazione rigogliosa, la struttura anni Sessanta fa subito pensare alla Dolce Vita: splendidi i terrazzamenti sotto il ristorante tra olivi, mare, cielo e vista aperta dalla Croazia a Grado.

Qui Pasquale ho voluto ritagliare delle zone create ad hoc per aperitivi, feste di compleanno, eventi, matrimoni e chi più ne ha più ne metta. Ricordate e ripetete con me: con Pasquale tutto è POSSIBILE.

Ebbene sì, cari miei. Tra gli olivi si può anche cenare, illuminati da file di interminabili lucine che scaldano l’atmosfera tra l’odore della salsedine e una vista mozzafiato.

 

E potevo io esimermi dal provare questa esperienza? Ovvio che no! Per farlo ho scelto questo indimenticabile maggembre (!) dal tempo pazzerello e dalle temperature che, comunque, consentono di concedersi un aperitivo rinforzato all’aperto. Con me ho trascinato gli amici di sempre…

A dare il la a questa serata è stata una caprese di mozzarella di bufala dop con gamberi alla catalana ed emulsione di basilico: a seguire una zuppa di cozze con peperone, menta e pomodoro, accompagnata da crostini di pane al profumo di limone…le meglio note cozze a la scotadeo 😉

 

Ci ha inseguiti una panzanella di verdure con seppie in insalata e salsa allo zenzero. Super. E che dire della tartara di gamberi rosa con guazzetto di bufala affumicato, mela verde e pane carasau affumicato al ciliegio? Nulla. Che vuoi dire?

Un antipastino che Pasquale porta spesso sulla tavola sono le polpette di provola con baccalà mantecato e crema di zucchine alla menta. Godurioso! Devo però ammettere che il mio piatto preferito in assoluto sono stati i marinati: salmone, ombrina e alici marinate con pan brioche e burro aromatizzato agli agrumi…una poesia!

Mentre gustiamo queste prelibatezze, tra una chiacchiera e l’altra, il sole ci saluta e l’aria diventa frizzantina. Troppo freddo per stare fuori, ergo decidiamo di traslarci all’interno per continuare questo banchetto nuziale. Come dite? Non è un banchetto di nozze? Beh, a me pare di sì!

E arrivano loro, i primi piatti. I miei paccheri questa volta non sono con gli scampi (li mangio sempre da Joia) ma con calamari, cozze, crema di datterino al forno, stracciatella di bufala e profumo di limone.

Assaggio anche le linguine alla marinara (olive e capperi) in bianco con tartara di gamberi rosa, menta e pane saporito. Concludo con gli gnocchi al cartoccio con gamberi, fiori di zucca e provola affumicata.

 

Non sono una grande estimatrice dei primi in generale, ma i paccheri rimangono sempre in cima alla mia classifica. Pasquale li sa preparare egregiamente!

Arriviamo ai secondi boccheggiando, lo ammetto, ma siamo troppo curiosi di scoprire il nuovo menu. Insomma, non gettiamo la forchetta e andiamo avanti. E poi si sa, ad un partenopeo non puoi dire di no, s’offenderebbe!

Via con la tagliata di Tonno Y.F. (per i non poliglotti pinna gialla) accompagnata da caponata di melanzane e mandorle tostate: spettacolo di sapori garantito (credo la miglior caponata mangiata nella mia vita…e che dire del tonno? Ottimo. D’altronde quando lavori con materia prima eccellente…non può che essere un successo! Queste meraviglie chiamano tupperware J).

Continuiamo con il piatto più delicato della cena, il polpo alla griglia con scarola ripassata, crema di pane, stracciatella di bufala e pomodorini confit. A chiudere questo valzer ci pensa la mia portata preferita, quella che mi ha rubato il cuore: il filetto di orata in tempura con concassé di pomodorini, olive nere e capperi. Amici, il mediterraneo nel piatto!

Ma possiamo forse andarcene senza assaporare un gelatino e il classico cannolo siciliano scomposto? E rinunciare a fiumi e fiumi di limoncello che produce Pasqualino (crea dipendenza, attenti)?

Scusate se mi sono dilungata, ma i piatti assaporati erano davvero tanti e volevo inserirli tutti per darvi una visione a 360° su questa cucina deliziosa.

E siccome ho la palla di cristallo, so che ora vi starete chiedendo “bello, ma quanto costa?”. Beh, posso dirvi che i prezzi sono onestissimi sia per la qualità della materia prima, sia per la location. Vi lascio in calce il menu completo: giudicate voi.

The End. Sipario.

Non vi resta che provare questa esperienza tutta partenopea nel cuore di Trieste, prenotando un tavolo da Joia o da Sorrentino. A voi la scelta!

Ph. Michele Grimaz

 

 

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