La pinza Triestina

Dalla tradizione Pasquale, il dolce più amato.

Dolce tipico del Friuli Venezia Giulia che assomiglia ad un morbido pan brioche, non troppo dolce, né troppo salato.

Tradizione vuole che un tempo le donne preparassero una gran quantità di pinze nelle proprie case ed il giorno di Pasqua e di Pasquetta lo portassero , munite di cartellino per distinguerle, ai fornai del paese affinché le cuocessero tutte insieme nei loro grandi forni.

Tipici della pinza sono i tre o quattro tagli sulla sommità dell’impasto che, nella tradizione cristiana, simboleggiano il martirio di Cristo, in pratica servono al fine di una buona lievitazione del prodotto.

C’è chi le fa più secche, più adatte ad esser accompagnate a del salame e ad un bicchiere di vino, e chi le fa più morbide, ottime per colazione, con della crema di nocciole o inzuppate nel caffèlatte come una volta!

Con la ricetta che vi propongo verrà una pinza non troppo secca e profumatissima!

Ecco a voi gli INGREDIENTI per ottenere 2 panetti:

250 g farina manitoba

70g acqua tiepida

15 g lievito birra

250 g farina 00 per il secondo impasto

3 uova

170 zucchero

60 g burro

zeste di un limone e di un arancia

una bustina di vanillina

sale

uovo per spennellare

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Prima di tutto munitevi di una buona dose di pazienza e tempo, perché per ottenere un buon risultato bisogna rispettare i ritmi giusti di lievitazione.

Incominciamo preparando il lievitino: versate in una ciotola il lievito di birra e scioglietelo aggiungendo l’acqua tiepida (e sottolineo tiepida!). Unite poi 80 g di farina manitoba setacciata ed impastate fino ad ottenere un impasto un po’ appiccicoso. Coprite la ciotola con un canovaccio e lasciate lievitare in forno spento per 2 ore.

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Trascorso questo tempo aggiungete al lievitino  prima 3 cucchiai di farina, mescolate bene,poi le uova sbattute, lo zucchero  ed infine il resto della farina. Ora aggiungete il burro fuso, le scorze degli agrumi, il sale e la vanillina.

Lavorate energicamente l’impasto per un quarto d’ora abbondante, copritelo come prima e lasciatelo raddoppiare per altre 2 ore.

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Finito il tempo lavorate energicamente l’impasto su di una spianatoia e dividetelo in due parti formando delle sfere con l’aiuto di un movimento rotatorio delle mani, che in gergo si chiama “pirlatura”.

Formate le sfere, copritele e fatele lievitare per altre 2 ore. Ora è arrivato il momento di trasferire le due sfere su di una teglia ricoperta di carta da forno, incidere sulla loro sommità un taglio a forma di Y  e spennellarle delicatamente con dell’uovo sbattuto.

Infornate a 170° per 50 minuti.

Il profumo che si è sprigionato in cucina quando le ho sfornate era meraviglioso, la voglia di assaggiarle grandissima…!

Questa volta mi concedo una fettina di pinza ancora calda con un gout russe douchka, té nero di Dammann Frères che richiama esattamente i profumi di limone e arancia del dolce, con l’aggiunta di una nota di bergamotto.

Buona Pasqua e buone pinze a tutti!

Silvia Policardi

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