Marco Felluga: «Libertà di seguire i sogni e propri progetti»

A Capriva per i 90 anni del prestigioso vignaiolo del Collio goriziano

«Se non fai una grande propaganda, nessuno sa quello che fai. Ed è quello il tuo lavoro».

Il bello di ciò che faccio è anche questo. Poter partecipare ad eventi davvero magici nei quali, tra una frivolezza e l’altra, avere la possibilità di imparare qualcosa. Lo so, mi rendo pienamente conto che molti di voi penseranno «beata te Chiara!»…avete ragione. Ma quando cerco di raccontarvi un pezzetto delle mie esperienze lo faccio proprio per portarvi con me e trasmettervi un messaggio.

Questa volta andrò controcorrente; non vi tedierò con troppi orpelli, né decantandovi quante cose buone ho mangiato e bevuto (che poi, diciamolo. A casa del viticoltore d’eccellenza del Collio…posso aver bevuto male? Ovvio che no). E non intendo nemmeno raccontarvi chi c’era e chi mancava. Voglio solo arrivare dritta dritta al cuore della serata per offrirvi, se possibile, una piccola lezione di vita. Un insegnamento che ho accolto io stessa in occasione del 90esimo compleanno di Marco Felluga.

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Che lo conosciate o meno, dovete sapere che Marco Felluga è davvero una persona speciale; una di quelle che staresti ad ascoltare per ore senza mai annoiarti. Quando ha aperto bocca ha immediatamente captato l’attenzione di tutti i commensali presenti – compresa la sottoscritta – facendo calare il silenzio attorno a sé: tutti gli occhi erano puntati su di lui.
«Il mio primo pensiero è per una persona che non è qui, mia moglie. Novant’anni non sono passati, ma volati! Quando ami ciò che fai il tempo vola. Mi sono divertito lavorando, ho cercato di trasmetterlo ai miei figli, l’ho fatto con umiltà senza pensare mai di essere arrivato, perché non sei mai arrivato, ogni anno il vino cambia ed ogni anno c’è un nuovo progetto da seguire».

Parole che chiunque può far proprie. Perché tutti, bene o male, ci mettiamo alla prova ogni santo giorno della nostra vita. Vi confesso che mi sono emozionata moltissimo.

Nel corso della serata, a proposito di continue sfide, c’è stato tempo anche per presentare due progetti firmati dall’azienda; una nuova etichetta, il Collio Bianco Gran Selezione 50/90, un vino DOCG che Roberto, figlio di Marco, dedica al padre e che “entrerà in vigore” con la vendemmia 2018, e un libro. Sì, avete capito bene. Un libro. Si intitola 50/90, autore Walter Filiputti, e racconta la storia dei 90 anni di Marco Felluga e del mezzo secolo che la famiglia ha dedicato a Russiz Superiore.

Russiz Superiore che è anche un magnifico Relais! Un luogo incantato immerso in 100 ettari di terra – di cui 50 coltivati a vigna – che offre sei camere e una splendida suite. Perché qui non si produce solo ottimo vino. Io mi sono sentita catapultata in sogno…come Cenerentola. E ho assaporato l’accoglienza dell’area Reception e della cantina sotterranea (opera dell’architetto Aldo Bernardis), che collega la dimora alla zona preposta all’invecchiamento dei vini. Noi abbiamo cenato proprio qui :-)

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Momenti di convivialità impreziositi dalle parole di Marco Felluga. «Cosa vorresti fare per il vino del Friuli Venezia Giulia?», ha chiesto qualcuno.

«Mi piacerebbe ideare un progetto incentrato sul Pinot Bianco, perché non possiede un suo posto nel mercato, è buono, prezioso, profumato e porta il Collio dentro sé. Mi piacerebbe creare un gruppo di produttori di Pinot Bianco e promuoverlo come merita; e questo anche se troverebbe il “muro” del Pinot Grigio».

«E che segnali mandi ai produttori qui seduti in sala con noi?»

«Se si fa una cosa e non la si fa conoscere è meglio non farla. Quando vedevo i produttori che rinnovavano le cantine per farle diventare come gioielli, pensavo che la cosa più importante non era quella. Non solo, almeno. Perché subito dopo aver fatto il vino devi diffonderlo, per così dire: se non fai una grande propaganda, nessuno sa quello che fai. Ed è quello il tuo lavoro».

Ragazzi, nella sua semplicità…una lezione di marketing e comunicazione! È veramente bello sentirlo dire da un uomo di 90 anni che ha costruito un’azienda solida e conosciuta a livello internazionale. Chapeau, Marco Felluga.

Tornata a casa non ho potuto fare a meno di aprire il libro 50/90. E voglio condividere con voi la primissima frase che ho incrociato, una citazione di Rita Levi-Montalcini:

«Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare usque ad finem, fino alla fine».

Sante parole.

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