17 Marzo 2016

Come poter ovviare al problema del caffè cattivo al ristorante? Ora ve lo racconto dal mio punto di vista…

Dopo 13 anni nel caffè ecco un mio consiglio ...

Ho lavorato nel settore caffè per 13 anni, prima nel trade di caffè verde (caffè crudo) B2B, e poi sono passata al caffè tostato collaborando con due aziende della mia città, come responsabile commerciale Italia.

Così mi sono presentata velocemente, ed ora vi posso raccontare attraverso la mia esperienza quella che potrebbe essere una soluzione al caso!

E’ noto anche ai meno esperti che per fare un’ottima tazzulella di caffè ci vogliono tante componenti, molti avranno sentito la sempre e solita storia trita e ritrita delle famose 5 M del caffè per fare un ottimo espresso: miscela, macinatura, macchina, mano e manutenzione!

A queste cinque M io ci aggiungerei anche la P di Passione, la V di Volumi!

Ebbene sì, proprio quest’ultima è la più importante per voi ristoratori, perché è noto che il ristorante non lavora quanto un bar, in termini di consumi di caffè e che proprio per questo motivo, che applicate alla lettera la cinque M, il vostro espresso non risulterà mai buono quanto quello bevuto in alcuni bar!

E allora, per non vincolarvi con le aziende di caffè con macchinari in comodato d’uso gratuito, contratti annuali con vincoli di consumi, voluminose attrezzature che a molti ristoranti creano problemi ecco la “nuova” soluzione … la cialda e poi la capsula!

Bellissimi e funzionali contenitorini di plastica (ora biodegradabile), dove il contenuto è visibilmente inferiore ai 7 gr (peso minimo necessario per un espresso ottimale) venduti a peso d’oro (fino a 0.45 centesimi), con macchinette in comodato fatte ad hoc per ospitare la capsula compatibile con quel determinato marchio di caffè, volumi minimi annuali per rispettare i contratti, macchinette rotte e tecnici che non si presentano, smaltimento improbabile delle plastiche … insomma anche questa opzione a molti non piace!

E allora che fare? Non offrire un buon caffè a fine pasto ai nostri cari ospiti? Come poter risolvere il caso???

Ecco la mia soluzione!

La cara e vecchia moka rispolverata dall’armadio del dimenticatoio!

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Ebbene sì, io userei proprio lei, creerei una bella brigata di moke, da quella da 2 a quella da 12, presentandola al tavolo come se fosse una cena tra amici!

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Così il sapore di casa, il profumo di caffè verrebbe sprigionato a 360°, la giovialità e la condivisione di un oggetto così familiare riscalderebbe il cuore dei vostri commensali e creerebbe un impatto scenico per tutti gli stranieri che abitualmente non la utilizzano nei loro paesi! Tradizione ed innovazione … vi chiederete perché innovazione . Innovazione perché essendo liberi da ogni formula contrattuale, potreste essere tra pochi che presentano a fine pasto una “Carta dei Caffè”, si perché non lasciare che il cliente possa decidere di degustare non solo miscele differenti o monorigini, ma anche marchi diversi tra loro!

Nel 2015 esistono le carte dei vini, delle acque, degli olii e tanto altro e perché non creare una carta dei caffè??

In questa maniera sareste liberi di decidere in ogni momento di cambiare, variare e giocare con il prodotto, avreste sicuramente un risparmio a livello economico e sareste dei pionieri nella proposta.

E come disse Burt Lancaster : “Io giudico un ristorante dal suo pane e dal suo caffè”!

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