26 Settembre 2022

Murano e la magica arte del vetro

Un viaggio nel tempo tra tradizione e innovazione

Sono stata invitata dal Consorzio Promovetro, in collaborazione con la Regione Veneto e la Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, a trascorrere due giorni per conoscere le attività promosse a tutela del marchio collettivo che certifica l’originalità dei prodotti realizzati a Murano.

Con questo marchio si vuole non solo proteggere uno dei simboli del Made in Italy nel mondo, ma anche garantire al consumatore l’originalità di un prodotto che è frutto di una tradizione artistica millenaria, nata e sviluppatasi all’interno dell’isola di Murano.

E per entrare meglio nel vivo di questo splendido mondo sono stata accompagnata a visitare sei aziende del Consorzio, che si differenziano tra loro per i manufatti creati: c’è chi si è specializzato nella realizzazione di sculture, chi di lampadari, di stecche di murrina o specchi. Anche le lavorazioni sono differenti, perché alcuni soffiano il vetro mentre altro lo lavorano partendo dal vetro pieno.

Ma a contraddistinguere tutti questi maestri d’arte è la passione e la dedizione nel seguire tecniche che risalgono a centinaia e centinaia di anni fa.

La prima visita è da Gambaro & Tagliapietra srl Murano Glass Studio. Le porte della fornace si aprono sprigionando un’ondata di calore che, nonostante il calo delle temperature settembrine, fa comprendere all’istante il duro lavoro svolto a pochissimi metri da 1100 gradi.

Qui il vetro parte da due polverine perfettamente calibrate e miscelate, quali sabbia e soda. Tutto poi si sviluppa in colori e fusioni, e da questo mix nascono oggetti disegnati non solo dai maestri della fornace, ma anche da designer, committenti privati o artisti. Un lavoro a più mani che porta alla realizzazione di splendide opere d’arte.

A due passi dalla mia prima tappa entriamo nell’ultima conteria di perle di Murano, alias Costantini Glassbeads. E ora devo confessarvi una cosa, perché quando nel programma della due giorni ho letto “perle di Murano” ho subito pensato alle comuni perle che tutti conosciamo…della serie: “Cavolo, mai saputo che a Murano ci fossero le perle, io conoscevo solo quelle più famose del Giappone!” AHHH RISPOSTA SBAGLIATA!

Costantini Glassbeads è ospitata dal 2006, per volontà di Alessandro Moretti che ha rilevato l’azienda tramandata di padre in figlio, nei locali di un semplice magazzino: al suo interno ci sono 990 quintali di conterie, ovvero quelle che noi volgarmente chiamiamo PERLINE…ma di vetro! Varcando la soglia di questo luogo meraviglioso sono rimasta a bocca aperta nel trovarmi davanti a una caterva di scatole di legno piene zeppe di granellini colorati. Infilarci le mani era cosa pressoché scontata, ma ammirare il capolavoro di queste creazioni che non vengono più prodotte è stato ancor più incredibile!

Oggi i costi per produrre queste meraviglie sarebbero insostenibili e così, per innovare e portare avanti questa arte, Alessandro prosegue la lavorazione del vetro attraverso la produzione artistica di perle a lume veneziane. Ecco spiegato perché il Giappone qui non c’entra nulla. Con le conterie storiche e le perle a lume vengono realizzati splendidi accessori moda, collane e bracciali che si possono ammirare anche nel loro show room.

Ma è arrivato il momento delle sculture, quelle che dal vetro pieno si trasformano in armoniose e sinuose forme come pesci, uccelli, i famosi cavalli o qualsiasi opera commissionata da artisti internazionali che scelgono di esprimere così la loro creatività, affidandola alle mani di chi è nel campo dal 1956. Vi presento dunque Zanetti Murano.

Oscar Zanetti segue le rigorose tecniche tradizionali di lavorazione del vetro per dare vita a opere in grado di togliere il fiato. Personalmente sono stata rapita dalla parete che costeggia l’azienda: un semplicissimo albero disegnato sul muro dal quale pendono degli uccellini colorati di una bellezza sconvolgente.

Cambiamo registro, che dite? Molti di voi avranno avuto modo di ammirare i lampadari di Murano e una tra le fornaci più note a produrli è Simone Cenedese, che ovviamente non si limita solo in questo, ma produce pure oggettistica commissionata da piccoli e grandi nomi. Ecco, riguardo a questi ultimi vi dico che non ho potuto fotografare nulla per ovvi motivi…ma ho ammirato!

Questa non so se sia arte o magia, ma dopo aver ipnoticamente seguito Simone lavorare, ho visto nascere un lampadario a fazzoletto facendo roteare l’asta tra pinze e utensili del mestiere. Sono stata a guardarlo come sotto incantesimo, almeno fino a quando dalla sua bocca non sono uscite tre parole che mi hanno fatta scattare sull’attenti. “Chi  vuole provare?”. Non gli ho nemmeno dato il tempo di terminare la frase che ero già seduta al posto del maestro, pronta ad apprendere e a vivere una delle più incredibili esperienze della vita: soffiare nella canna per creare un bicchiere! Commozione.

Se mi avesser detto “Ciao Chiara, hai vinto un viaggio per le Maldive”, probabilmente sarei stata meno elettrica! 😉

Così oggi nella credenza di casa mia possiedo un bicchiere di Murano, certificato da bollino e firmato dal Maestro Simone Cenedese, creato da me. Dettaglio non trascurabile, non pensate?

Ma le sorprese a Murano non smettono mai di arrivare. Ne volete un’altra? Et voilà, direbbe il Re Sole. Ebbene sì, perché quando Luigi XIV venne da queste parti rubò non solo i maestri vetrai, ma pure un parente di Barbini Specchi Veneziani. Per cosa? Se lo portò in Francia per far realizzare la sala degli specchi di Versailles! Oh sì, avete letto bene: quel capolavoro è realmente stato creato da un discepolo della famiglia che ancora oggi, nella stessa casa dell’epoca, dal 1600 porta avanti la tradizione degli specchi. Non so nemmeno quali parole usare per farvi comprendere appieno questo miracolo.

Tutto incomincia anche qui dal vetro, o meglio da un disegno fatto a mano da me e riportato al Cad su PC: si procede quindi alla realizzazione del fusto in legno che farà da base per poi tagliare tutti i pezzi di vetro che comporranno lo specchio. Se sarà necessario le varie parti verranno bisellate e incise con tornio e ruote in pietra o ruote diamantate, a seconda dell’effetto che si vuole ottenere dallo scavo. Arriva poi la fase dell’argentatura, perché fino a quel momento la lastra è trasparente. Tutto il procedimento viene fatto in questo incredibile laboratorio che ha tramandato fino ai giorni d’oggi le tradizioni di un tempo.

Per me che l’ho visto per la prima volta è stato da lacrimuccia.

Ma abbiamo parlato di incisione? Bene, dobbiamo rimediare con Eugenio Panizzi. Sue specialità sono la molatura, la battitura e la vetro fusione. Un piccolo laboratorio dove non ardono i forni delle altre fornaci e le lavorazioni avvengono anche per gli altri maestri vetrai.

Non a caso una delle cose belle che ho apprezzato nella mia due giorni a zonzo a Murano è stata la collaborazione reciproca tra i vari laboratori: c’è chi inizia il lavoro per poi affidarlo alle mani di un collega, senza alcuno spirito di gelosia, anzi! L’unione fa davvero la forza, specialmente quando tutto viene fatto nell’ottica di preservare un’arte così antica.

Ultima tappa del mio tour (ma non per importanza) è Ercole Moretti. Sì, potrei anche descriverlo in due parole dicendo che qui la fanno da padrone le stecche di murrine, ma sarebbe svilente chiuderla con una frase. Da Ercole ho il privilegio di poter entrare nel vecchio magazzino, luogo dove ho cercato di nascondermi per prendere residenza come un sorcio tra le scatole di cartone che contengono tesori inestimabili: bottoni di vetro antichi, che ormai nessuno più riprodurrà, perle, conterie e mille altre creazioni colorate.

Vi dico subito che questo posto non è solitamente aperto al pubblico, ma solo a fortunati visitatori come me 😉 e siccome voi siete fortunelli, avete la possibilità di ammirare queste meraviglie negli scatti di Michele Grimaz che si aggirava a bocca aperta tra gli scaffali di un mondo che non esiste più.

Lo so, è un peccato infinito non poter mettere il naso tra queste chicche, ma sappiate che è possibile vivere Murano e le sue fornaci durante “THE ITALIAN GLASS WEEKS”, una settimana dedicata al vetro.

Nel 2022 – anno designato dalle Nazioni Unite come International Year of Glass - The Venice Glass Week, insieme a Vision Milan Glass Week, presentano una manifestazione congiunta: The Italian Glass Weeks.

Il festival, della durata di due settimane, ha un doppio focus: a Milano dal 10 al 18 settembre, con un programma dedicato in prevalenza al vetro industriale e al design, e a Venezia dal 17 al 25 settembre con protagonista il vetro artistico.

In questi sette giorni a Venezia saranno presentati diversi eventi, e se questo articolo dovesse uscire troppo tardi per potervi organizzare, non vi preoccupate perché la kermesse verrà riproposta l’anno prossimo.

Ops. La pagina word segna pagina tre. Direi che non posso proprio dilungarmi oltre, ma spero davvero di essere riuscita a trasmettervi almeno un millesimo di questa arte pazzesca.

P.S.

Devo confessarvi che io a Murano ci ero già stata per visitare la fornace di un associato al Consorzio, ovvero Massimiliano Schiavon. Qui il mio articolo del tempo.

Ed ora un po' di Rondò…

Ph. Michele Grimaz

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