21 Giugno 2021

MetMat by Mattia Meterc design

A Jalmicco per scoprire il paradiso dell’intreccio!

Quella che sto per raccontarvi è una storia di lavoro, passione e tanta dedizione: una favola tutta italiana (e nostrana!) che affonda le sue radici (intrecciate, poi capirete perché) cinquant’anni fa.

Siamo a Jalmicco, un piccolo paesino in provincia di Udine a pochi chilometri da Palmanova; qui negli anni ’70 una donna si ritrova vedova con 3 bambini piccoli da mantenere e, dovendo portare avanti la famiglia, si rimbocca le maniche e decide di avviare una piccola attività insieme ad un’altra persona. Inizialmente producono sedute di spago intrecciato.

Un lavoro manuale e impossibile da meccanizzare. I risultati arrivano e l’azienda prosegue fino a quando nell’89 passa nelle mani di uno dei tre figli ormai cresciuti, Riccardo, che affronta il duro impatto economico dei prezzi imposti dalla Cina. Ma c’è un ma. Perché Riccardo, da bravo italiano e con quell’ingegno e quella maestranza che contraddistinguono il nostro sangue, decide di non mettersi in competizione con il mostro dell’est e abbraccia al contrario una politica di qualità, design italiano e artigianalità che fa dell’Italia un baluardo d’eccellenza.

Così la scelta di collaborare con i grandi brand del mobile porta nel suo piccolo laboratorio nomi importanti e lavori d’eccezione: l’intreccio delle corde colorate (e qui, devo dire, mai come questa volta le foto sono corredo indispensabile per questa mia narrazione) dà forma a geometrie che incantano gli occhi.

Nel piccolo spazio creativo di Riccardo lavorano due donne: ebbene sì, la tradizione tutta femminile di questa azienda prosegue non solo al suo interno, ma anche all’esterno. In che senso? Beh, come nel dopoguerra ci sono ben venti donne che intrecciano spaghi colorati anche da casa! Questo perché quando arrivano le commesse di ordini grossi, un laboratorio così piccino non riesce a farsi carico del super lavoro…ed è allora che entra in azione Riccardo che, con il suo furgoncino, consegna a queste artiste dell’intreccio tutto il materiale necessario per realizzare le sedie.

“Se sono riuscito ad arrivare dove sono – mi racconta - è solo grazie alle donne meravigliose che lavorano con me e che hanno saputo creare un gruppo di lavoro formidabile. Nonostante le creazioni nascano in ambienti diversi, lo spirito di condivisione non manca mai. C’è persino un gruppo WhatsApp dove le mie collaboratrici si scambiano informazioni utili in tempo reale sul da farsi”.

Non so se avete presente la vicenda, ma a me ricorda molto la storia tutta triestina di Brovedani e della pasta Fissan: all’epoca, dopo la guerra, per supportare le famiglie in un momento difficile, quest’ultimo consegnava loro le confezioni di pasta Fissan “da costruire” unendoci il bugiardino.

E adesso? Ora ci ritroviamo nel pieno della pandemia da Covid-19 che segna un nuovo passaggio di consegne per questa realtà locale: l’azienda è infatti passata alla terza generazione, ovvero a Mattia, figlio di Riccardo e classe 1997. Una ventata di novità in un periodo non proprio felice.

L’azienda riparte con un nuovo brand registrato a livello europeo, MetMat, e sbarca sul mercato con qualcosa di inusuale e mai visto: tre collezioni composte da due oggetti. Una borsa e un pouf 🙂

Protagonista indiscussa è sempre lei: la corda intrecciata dalle mille tonalità.

Gli oggetti sono versatili, la borsa leggera sembra una cesta da mare da indossare o utilizzare come porta riviste (o, perché no, come un’opera d’arte). I pouf, disponibili in due diverse grandezze, sono perfetti come sedute o tavolini (incastrando il fondo del calice tra le corde si ottiene infatti un ottimo supporto). Sono belli in una terrazza, in un giardino o a bordo piscina…che spettacolo!

Ebbene sì, sono perfetti da esterno perché non soffrono le intemperie…ma nessun problema. Se li volete sfoggiare nel vostro bagno, salotto o ufficio sono un tocco di colore e design di vero impatto!

Volete sapere cosa mi ha colpita di più in tutta questa storia? L’appoggio del padre che ha accolto Mattia nel suo nuovo sogno, segno di una grande intelligenza ed apertura. Eh già, perché troppo spesso accade che non tutti abbiano l’apertura mentale per accogliere le aspirazioni dei propri figli; peggio ancora, spesso questi ultimi vengono trattati come incapaci e messi quasi da parte nell’azienda di famiglia. Ma non è questo il caso!

Posso solo concludere dando il benvenuto a MetMat, realtà locale e tutta italiana che si affaccia al mercato con creatività, passione e rispetto per le sue radici.

Chapeau 🙂

Ph. Michele Grimaz

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