11 Aprile 2016

A Dutovlje (Slovenia) con Josko Renčel.

“Vini naturali” senza l’aggiunta di lieviti selezionati e senza filtrazioni!

I vigneti di Josko sono situati nelle vicinanze di Dutovlje (Duttogliano), proprio a due passi dalla splendida chiesa di San Giorgio, sulla tipica terra rossa, che conferisce caratteristiche uniche ai vitigni.
Le cultivar più coltivate cono sicuramente malvasia e terrano, ma non manca la vitovska e vitigni internazionali come chardonnay, sauvignon, merlot e cabernet franc.
Da come il produttore racconta i suoi vini si percepisce l'amore che ha per la sua terra, infatti cura le sue vigne in ogni minimo dettaglio, portando grande rispetto per le piante e per l'ambiente, anche in cantina segue la linea dei così detti "vini naturali": senza l'aggiunta di lieviti selezionati e senza filtrazioni.
Io ho degustato quattro dei suoi vini.

Rencel-Cuvee-2001
Vitovska & Malvasia 2011, entrambe seguono la stessa tecnica di vinificazione e invecchiamento: un mese di macerazione sulle bucce seguito da due anni in botti piccole e affinamento in bottiglia.

La Vitovska è di color oro antico opalescente. Note di frutta matura tropicale e miele. Complessi sentori di frutta disidratata e arachide con accenni di vernice. Teso, fresco e sapido, con un finale lungo.

La Malvasia ha una veste dorata, al naso grande eleganza con note di albicocca, mele e cera d'api, il tutto avvolto da un inaspettato sentore dolce di caramella al miele. Freschezza e sapidità in bella mostra lungo tutto il sorso, forse manca la morbidezza glicerica anticipata all'olfatto.

Procediamo con un Terrano passito 2004, questo vino ha una vinificazione particolare che ricorda l'Amarone, infatti le uve vengono appassite per due mesi in delle cassette prima della vinificazione, ne risulta un vino con un grado zuccherino più elevato, ma non dolce. Invecchia per un periodo di dieci anni in legno, barrique, e conclude con l'affinamento in bottiglia.
La compattezza del colore introduce a una miriade di sensazioni organolettiche ben amalgamate che danno origine a un profumo intrigante. Da un sottofondo fruttato di confettura e frutta sotto spirito spicca un gradevole sentore di cacao, tabacco e una leggera affumicatura. Assaggio vigoroso, morbido e succoso, ravvivato da un pregevole tannino.

Concludiamo in dolcezza con una Malvasia dolce del 2003: i grappoli vengono fatti appassire per sei mesi, il vino poi viene lasciato maturare in botti piccole di barrique per 8 anni. Ne risulta un piccolo gioiellino dorato che brilla nel bicchiere, al naso sprigiona un bouquet ampio e caldo: miele, albicocca sotto spirito, confettura di pesche, frutta secca, castagne. Il sorso è lungo, con freschezza e sapidità che fronteggiano una prorompente dolcezza e morbidezza.
Mademoiselle du vin

Uva_rossa

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