Un viaggio sonoro di vibrazione

Come raggiungere un rilassamento profondo al suono delle campane tibetane

Partiamo dalla premessa che non sono un’esperta di tecniche yoga ma sono spinta dalla curiosità di provare delle esperienze nuove e dal desiderio di imparare. Accolgo quindi con gioia l’invito di Marina Marass Sferza a partecipare ad un “bagno di suoni” che si è tenuto presso l’ Associazione Culturale Shanti.

Marina si è formata in diverse scuole in Italia e con diversi maestri (tra cui il Maestro tibetano Thonla Sonam) e il suo intento è quello di condividere con chi partecipa a queste iniziative lo stato di rilassamento profondo che deriva dall’uso delle campane tibetane. La sua pratica unisce le sue conoscenze dello Yoga dei suoni (Nada yoga) e dello yoga del sonno consapevole (yoga Nidra).

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La serata a cui ho partecipato è l’ultima tappa di un percorso dedicato ad ogni singolo chakra, che nella filosofia orientale sono sette, rappresentano i diversi centri di energia presenti nel corpo umano e presiedono alle funzioni organiche, psichiche ed emotive dell’individuo.

Fuori piove ma l’atmosfera di questa sala è calda e accogliente. Marina inizia questo viaggio chiedendo di formulare mentalmente il nostro personale Sankalpa, il proposito, l’intenzione a diventare o fare qualcosa nella propria vita. Questo desiderio propositivo, cardine dello yoga Nidra, va ripetuto dentro di noi 3 volte all’inizio e alla fine del bagno di suoni, ed è in grado di agire sull’inconscio. E’ possibile ripeterlo anche prima di dormire, tutti i giorni.

Attraverso l’olio essenziale di menta siamo stimolati ad attivare l’ultimo chakra, e Marina ci spiega anche quali sono i rispettivi mantra (vibrazione sonora), i mudra (posizione delle mani), gli asana (posizioni dello yoga), i cristalli, le energie e gli organi governati da questo chakra.

Importante è anche la visualizzazione del disegno e dei colori che rappresentano questi centri di energia, che qui sono rappresentati in una sorta di “gran pavese” appeso alle spalle dell’insegnante.

Dopo questa prima fase esplicativa, inizia quella del rilassamento guidato (shavasana), dove inizia il vero viaggio sonoro di vibrazione. Campane tibetane ma anche altri strumenti che ricordano il suono del mare o della pioggia, o campanellini inducono una tranquillità interiore e la voce dell’insegnante permette di visualizzare dei simboli precisi che attivano una coscienza profonda. Ci si rilassa ma non si dorme, si ascolta ma non ci si concentra, per lasciar fluire le emozioni e le sensazioni in modo libero e non condizionato dal pensiero razionale.

Questa parte dura dai 30 ai 45 minuti e poi si torna al “qui ed ora”, al corpo fisico.

Questa esperienza si conclude con il cerchio dei cuori, un momento di condivisione tra tutti i partecipanti che attraverso dei gesti simbolici si salutano e si augurano di continuare nell’intento di migliorare la propria vita.

Insomma, che dire, posso confermarvi di aver raggiunto un ottimo stato di rilassamento e in equilibrio psico-fisico e sono sicura che con queste tecniche si è in grado di migliorare la concentrazione e la qualità del sonno, e migliorare la propria creatività.

Il mio consiglio è quindi di avvicinarsi con interesse ed apertura mentale a questa bella opportunità e lasciarsi guidare dalla voce calda ed esperta di Marina. Potete trovare tutte le informazioni e i programmi futuri nella sua pagina Facebook, Campane Tibetane Trieste.

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