Benvenuta estate: il mio solstizio d’estate a Medolino tra le note di Ana Rucner e il tramonto di Vižula
Evento del solstizio d’estate a Medolino tra musica, vini istriani e il tramonto di Vižula.
Una serata in Istria, tra storia, natura, musica per salutare la primavera e accogliere l’estate nel modo più bello possibile.
Ci sono serate che finiscono e si portano via con sé soltanto qualche bella fotografia. E poi ci sono serate che rimangono addosso. Quelle che, una volta rientrati a casa, ti fanno sedere un attimo in silenzio e pensare: “Ecco, questa me la ricorderò per molto tempo”.
Il solstizio d’estate di ieri sera è stato esattamente così.
Mi trovavo a Medolino, in Istria, e avevo deciso di raggiungere a piedi il Parco Archeologico di Vižula. È una passeggiata che consiglio davvero a chiunque trascorra qualche giorno da queste parti durante l’estate. Lasciandosi alle spalle il lungomare e le spiagge, si entra lentamente in una pineta profumata, attraversata da una strada bianca di ghiaia che sembra accompagnare il visitatore verso un’altra dimensione.
Già il percorso vale la pena.
Il sole stava iniziando a scendere, la luce diventava più morbida e il profumo della macchia mediterranea si mescolava alla brezza marina. In quei momenti si capisce perché l’Istria riesca sempre a conquistare chi la visita.
E poi c’è Vižula.
Non è semplicemente un parco archeologico. È un luogo dove storia e natura convivono in perfetto equilibrio. Questa penisola custodisce testimonianze che attraversano millenni, dal Neolitico fino all’epoca romana, ma il suo tesoro più prezioso è una grande villa romana affacciata sul mare, una delle più importanti dell’Adriatico orientale. Passeggiando tra i resti delle antiche mura, i mosaici e le terrazze che un tempo guardavano la baia, è facile immaginare la vita che scorreva qui quasi duemila anni fa. Ancora oggi, tra i pini e il mare, si percepisce qualcosa di speciale.
Quando sono arrivata, l’atmosfera era già magica.
L’evento era organizzato per celebrare il solstizio d’estate e, cosa che ho trovato meravigliosa, era completamente gratuito.
C’era un piccolo bar allestito tra gli alberi dove si potevano degustare vini, cocktail e snack, ma la sorpresa più bella è arrivata poco dopo. Ai partecipanti venivano offerti gratuitamente tre calici di vino locale, accompagnati da una degustazione guidata davvero coinvolgente.
Non la classica spiegazione tecnica che spesso intimorisce chi non è esperto. No.
Qui il vino veniva raccontato.
Ogni cantina, ogni produttore, ogni territorio prendeva vita attraverso le parole del narratore che, con una teatralità genuina e mai eccessiva, ci accompagnava in un viaggio fatto di vigne, terra rossa istriana, brezze marine e tradizioni familiari. Mentre ascoltavo, mi rendevo conto che non stavamo semplicemente degustando un vino: stavamo conoscendo un territorio.
C’è un’altra cosa che mi ha colpita della serata.
Ero arrivata da sola.
Non avevo organizzato l’uscita con amici né avevo appuntamenti particolari. Semplicemente avevo deciso di esserci.
Eppure non mi sono mai sentita sola nemmeno per un minuto.
Forse perché l’atmosfera era così accogliente da farti sentire immediatamente parte di qualcosa. Forse per i sorrisi scambiati durante la degustazione, per le chiacchiere ascoltate qua e là in lingue diverse, o semplicemente perché certi luoghi hanno il potere di metterti a tuo agio appena arrivi.
Mi ero anche ripromessa di non bere, volevo realizzare delle belle riprese, godendomi la serata con la massima lucidità.
Poi sono arrivati i vini e la mia curiosità ha avuto la meglio. Come avrei potuto rinunciare ad assaggiare dei vini raccontati con tanta passione?
Così mi sono concessa la degustazione e devo ammettere che ne è valsa assolutamente la pena. Oltre alla qualità dei vini, mi è piaciuto il modo in cui ogni calice raccontava un pezzo di Istria e del lavoro delle persone che la vivono ogni giorno.
E intanto il sole continuava la sua lenta discesa verso il mare.
Attorno a me c’erano famiglie, amici, bambini, coppie, residenti e turisti. Ed è stata forse proprio questa la cosa che mi ha colpito di più. Sentivo parlare italiano, croato, sloveno, tedesco e inglese. Persone provenienti da luoghi diversi che per una sera condividevano lo stesso tramonto.
Alcuni erano seduti sulle rovine romane, altri sdraiati sull’erba, qualcuno chiacchierava sottovoce, qualcun altro semplicemente osservava il mare.
Persino dalla baia si percepiva che stava accadendo qualcosa di speciale. Alcune imbarcazioni si erano fermate all’ancora per assistere al concerto dall’acqua e un gruppo arrivato in canoa aveva trovato il proprio posto privilegiato davanti al palco naturale creato dalla penisola.
Nel frattempo, tutti aspettavamo lei.
Ana Rucner.
Puntuale come il tramonto, alle 20:45 è arrivato il momento del concerto.
Poco prima dell’inizio ci hanno invitati al silenzio, niente applausi tra un brano e l’altro, niente interruzioni, solo ascolto.
L’organizzazione ha distribuito delle mascherine per coprire gli occhi a chi desiderava vivere l’esperienza in modo ancora più immersivo. Un gesto semplice ma potentissimo.
Per qualche istante ho provato anch’io.
Quando togli la vista, gli altri sensi sembrano improvvisamente amplificarsi: le cicale, il vento, il rumore lieve delle onde, le note del violoncello.
E così è iniziato il viaggio.
Un viaggio che ha accompagnato il passaggio dalla primavera all’estate.
Mentre Ana suonava, il cielo cambiava colore minuto dopo minuto. Dall’oro al rosso, dall’arancione al rosa, poi al viola, fino al blu profondo della notte. Gli ultimi raggi di sole lasciavano spazio alle prime stelle e noi, centinaia di persone, siamo rimasti lì, incredibilmente in silenzio.
Adulti, bambini, tutti fermi, tutti presenti, tutti immersi nello stesso momento.
C’è stato un momento in particolare che porterò con me.
Quando Ana ha iniziato a suonare Le Carnaval des Animaux, qualcosa è cambiato.
Forse era il cielo ormai quasi completamente immerso nei colori della sera, forse il silenzio assoluto che ci circondava, forse l’intensità del suo violoncello.
So soltanto che mi sono venuti i brividi.
Quelli veri.
E io che sono tremendamente emotiva mi sono ritrovata anche con una mezza lacrima che scendeva senza averle dato il permesso.
Come sempre, mi sono pure un po’ imbarazzata.
Ho abbassato lo sguardo, ho sorriso tra me e me e ho lasciato che quel momento accadesse.
In fondo è proprio questo che cerchiamo quando viaggiamo, no?
Non semplicemente vedere posti nuovi, ma vivere emozioni capaci di sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo.
Non ricordo molte occasioni in cui ho visto così tante persone condividere il silenzio con tanta naturalezza.
Era come se il tempo si fosse fermato.
Come se la musica, il mare, la pineta e le antiche pietre romane stessero raccontando una sola storia.
La storia di un’estate che stava iniziando.
Quella di quest’anno era la quarta edizione dell’evento e posso dire senza esitazione che iniziative come questa andrebbero raccontate molto di più. Non soltanto per la qualità dello spettacolo, ma perché dimostrano come la cultura possa essere davvero accessibile a tutti.
Nessun biglietto, nessuna barriera, solo la voglia di esserci.
Quando il concerto è terminato, gli applausi sono arrivati tutti insieme, lunghi e sentiti.
Come un grande grazie collettivo.
Qualcuno è rientrato verso casa.
Qualcun altro ha deciso di fermarsi ancora un po’, con un ultimo calice in mano e la musica diffusa dagli altoparlanti.
Io mi sono incamminata lentamente verso il mio hotel sorridendo tra me e me.
Anche perché la prima canzone partita dopo il concerto è stata “Felicità” di Albano.
E chi frequenta la Croazia da un po’ sa bene quanto le canzoni italiane di qualche decennio fa siano ancora amate da queste parti.
Per questa occasione ho scelto di soggiornare all’Hotel Holiday di Arena Hospitality Group, proprio a Medolino. Una scelta che si è rivelata particolarmente comoda perché mi ha permesso di raggiungere l’evento a piedi e rientrare senza dover utilizzare l’auto.
La struttura si trova vicino a una delle rare spiagge sabbiose della zona, caratteristica piuttosto insolita per l’Istria, ed è perfetta per chi ama alternare giornate di mare, passeggiate e momenti di vita da vacanza. È presente anche una piscina e, come molte strutture del gruppo Arena, accoglie volentieri anche gli amici a quattro zampe.
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Medolino, del resto, è una località molto viva e turistica. Ristoranti, locali, noleggi biciclette, escursioni, attività sportive e servizi non mancano, rendendola una base perfetta per esplorare il sud dell’Istria.
Per chi fosse interessato a soggiornare nelle strutture Arena Hotels & Resort, ricordo che utilizzando il codice “MISSCLAIRE” è possibile ottenere condizioni agevolate su hotel, campeggi e glamping del gruppo.
E se state programmando una vacanza qui, vi consiglio anche di dare un’occhiata al calendario degli eventi di Medolino (nel loro sito QUI) : durante tutta l’estate vengono organizzati concerti, manifestazioni culturali e appuntamenti davvero interessanti.
Io, intanto, porto a casa il ricordo di una serata che aveva il sapore delle cose semplici.
Un tramonto, un bicchiere di vino, la musica, il mare, le persone e quella sensazione bellissima di aver assistito a qualcosa che non aveva bisogno di essere straordinario per diventarlo.
Buona estate, 2026.
Che possa essere luminosa e sorprendente come il tramonto che ieri sera ha salutato il suo arrivo.
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