In esilio a Ventotene

Bisogno di evasione e relax

Per dimensione è il comune più piccolo dell’Italia centrale con una superficie di 1.54 kilometri quadrati e 747 abitanti. Fa parte dell’arcipelago delle isole Ponziane nel Mar Tirreno ed è vicina a Santo Stefano, nota a tutti – Italiani e non – per il carcere. Di quale località sto parlando (ovvero scrivendo)? Ventotene, l’isola degli esili e degli esiliati. Da Sandro Pertini ad Altiero Spinelli, da Riccardo Bauer a Eugenio Curiel a Miss Claire…

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E sì, perché per un breve periodo – ohimè solo una settimana – anch’io sono stata prigioniera di questa incantevole isola. Un confino scelto, ovviamente!

Quando viaggio mi piace viziarmi, sono piena di pretese, in fondo le vacanze sono sacre! Ma a Ventotene, devo ammetterlo, non c’è bisogno di molto… che importa avere una piscina con un centro massaggi o un bar aperto h 24 quando al mattino, appena sveglio/a, puoi goderti uno spettacolo di tale portata? Dalla finestra che si affaccia su Porto Romano, ricevi un caloroso buongiorno da Santo Stefano e Ischia… che meraviglia!

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La scelta della periodo (fine Maggio) è stata azzeccata, perché sull’isola, oltre a noi, c’erano pochissimi turisti. Certo, il tempo non è stato molto clemente, ma questo lo avevamo messo in conto.

Nel corso della settimana abbiamo visitato, sotto la guida di Salvatore, un ragazzo del posto appassionato di storia, anche Santo Stefano. Salvatore ci ha condotti nel cuore di quest’isola e, con dovizia di particolari, ci ha raccontato tutto ciò che c’è sapere. Purtroppo, non ho potuto far a meno di notare il degrado di alcune delle strutture presenti (come ad esempio il cimitero)… un degrado tristemente noto alla nostra amata Patria…

Non sono mancati ottimi pranzi e succulente cene a base di pesce fresco e prodotti biologici dell’isola: fave, piselli, cicerchie, albicocche, gelsi, pomodori, fichi, capperi, melanzane e cipolle rosa giganti. Una pietanza tipica dell’isola sono le lenticchie, una tradizione che dicono risalga ai tempi dei Romani, e che abbiamo avuto di gustare insieme a tutto il resto al ristorante “Il Giardino”, un ristorante che non avrei mai più pensato di trovare su un isola così piccola! Piatti leggeri, cucinati con la materia prima dell’isola, pesce fresco della riserva Marina ed ortaggi coltivati a pochi passi da lì e tutto presentato in modo impeccabile!

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Ventotene ti regala momenti di puro relax; si gira solo a piedi (date le distanze inesistenti), la connessione dati non è delle più veloci (e anche questo ti tiene lontano dal tran tran quotidiano), gli abitanti sono tranquilli e il paesaggio è da cartolina.

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La spiaggia è accessibile e pulita, il mare fantastico. In fondo questa è un’area naturale marina protetta, non può che non essere una rarità. La si apprezza dalla terra e dal mare. Noi abbiamo noleggiato un gommone, poiché tra le innumerevoli passioni di famiglia c’è anche la pesca sportiva. Probabilmente poco chic, ma molto divertente! Abbiamo pescato numerosi lucci imperiali simili al barracuda, una scoperta dato che non sapevamo della loro presenza nei mari italiani.

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Tra mare, pesca ed escursioni, la settimana è letteralmente volata via; Ventotene e le altre isole Ponziane sono state di certo un piacevole esilio!

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