Silverleaf: l’argento diventa un’opera d’arte.

A tu per tu con Massimo Moreale, orafo udinese.

«La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna».

Così, con queste parole, il poeta e scrittore Oscar Wilde leggeva nella luna l’incarnazione profonda della bellezza, paragonando il nostro satellite ad una conchiglia d’argento. L’argento, metallo prezioso noto sin dall’antichità e accostato dagli alchimisti al simbolo della luna crescente; estremamente duttile e malleabile, in grado di trasformarsi – tra le mani di un artista – in un piccolo grande capolavoro.

Vere e proprie opere d’arte come quelle che nascono dalla passione di Massimo Moreale, orafo e patron di Silverleaf, laboratorio con sede a Udine, che da qualche anno si è specializzato nella creazione di meravigliosi segnalibri in argento ispirati al mondo della letteratura e della pittura; sottili sfoglie di metallo che sembrano quasi ricamate. A guardarle bene potrei pensare che, complice un colpo di vento, possano prendere il volo…ne sono rimasta incantata!

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Con Massimo ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata e ho scoperto una persona molto preparata e piena di amore per il suo lavoro; un mestiere affascinante che, se vi va, potrete conoscere da vicino molto presto. Ma non vi anticipo nulla :-) Prima di parlargli avevo sbirciato alcune delle sue creature sul sito internet dedicato, restandone sorpresa. Mai avrei pensato che, a partire da una semplice lastra d’argento, si potesse dar vita a simili oggetti.

«Effettivamente – racconta Massimo – se mi avessero mostrato i segnalibri un po’ di tempo fa anche io ne sarei rimasto stupito, per così dire. Sono orafo da trent’anni, ma solo da qualche anno ho cominciato a specializzarmi in questa lavorazione».

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Una favola iniziata quando «mi chiesero di realizzare un segnalibro in argento. E bene, da lì è partito tutto quanto; l’idea è piaciuta e ho proseguito evolvendo la tecnica dell’incisione. Non mi piace dire che l’ho inventata…ecco, diciamo piuttosto che l’ho sviluppata io stesso».

Niente, sono troppo curiosa. Queste sottili sfoglie di metallo, dalle più elaborate alle più semplici, sono MERAVIGLIOSE. Uniche. Adesso voglio saperne di più…voglio scoprire come nasce un segnalibro, come Massimo riesca a rendere sulla lamina d’argento il contrasto cromatico che caratterizza le sue opere. Perché queste sono vere e proprie opere d’arte orafa.

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«Innanzitutto per fare questo lavoro bisogna saper disegnare. Ed io ho sempre avuto la passione per il disegno. Per creare un segnalibro si parte proprio da qui, dal disegno su lastra d’argento; poi la si trafora, si procede con l’incisione, con la lucidatura (dove la si desidera!) e con la mascheratura (si tratta cioè di “nascondere” le parti che non si vogliono sottoporre a trattamento successivo, ad esempio la doratura). A questo punto è il turno delle ossidazioni e, per finire, della verniciatura. In nessuna fase vengono impiegati colori. Mai. Il contrasto cromatico viene realizzato non solo con la doratura, ma sfruttando tutte le sfumature che l’ossidazione dell’argento offre; dal giallo ad un colore più bruciato, dal blu al nero profondo». Resto a bocca aperta.

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«È un procedimento abbastanza lungo. Pensa che i segnalibri più complessi richiedono due-tre giorni di lavoro. Con la stessa tecnica realizzo anche ciondoli. Ma da quando ho iniziato a creare i segnalibri…beh, ho deciso di concentrami su questi perché colpiscono e piacciono particolarmente, Sono molto personali». E come dargli torto? Glieli ordinano dal Sud Africa alla Cina: sono super richiesti in ben 18 paesi del globo!

«Per farti capire quanto siano apprezzati – conclude Massimo – ti racconto un piccolo aneddoto. Un po’ di tempo fa mi ha scritto un cinese: doveva sposarsi e voleva che io realizzassi un segnalibro che riportasse due leggende giapponesi e un proverbio francese. Una volta ricevuto, mi ha girato tutte le mail che gli aveva scritto la fidanzata». Una bella dimostrazione di stima per il lavoro svolto. Che emozione!

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Ma veniamo a noi! Perché, direte voi, ci hai raccontato questa bella storia? Semplice. Perché venerdì 29 settembre, a partire dalle 17, potrete incontrare Massimo da Artrè Bottega Orafa in via del Teatro 1/b a Trieste :-) Se non conoscete questo splendido laboratorio, vi suggerisco di darci un’occhiata. MERITA.
Un paio di volte all’anno Roberto e Franca di Artrè organizzano eventi come questo, presentando il lavoro di fornitori o artigiani, accompagnato da un piccolo brindisi. La cosa bella è che, dopo l’incontro con il pubblico di venerdì, le pregiate creazioni firmate Silverleaf resteranno esposte in via del Teatro per qualche settimana. Un’occasione unica per ammirare questi capolavori made in Italy.

Per restare aggiornati vi consiglio di tenere d’occhio i canali social di Artrè, di Silverleaf...e il mio!

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