Viaggio tra i caffè storici di Trieste

Alla scoperta dell'anima mitteleuropea della città!

Può una tazzina di caffè, una semplice tazzina di caffè, avere qualcosa da raccontare? Io dico di sì. E la storia che voglio condividere con voi oggi vi piacerà tantissimo. Ne sono sicura. Perché il legame di Trieste con il suo oro nero ha radici profonde, molto profonde. È infatti nel Settecento che si diffondono le prime botteghe di caffè, pervase da anima e spirito prettamente viennesi; di lì a poco sarebbero nati i primi caffè.

 Non so voi, ma a me capita spesso di passeggiare per le vie del centro e immaginare un James Joyce, un Umberto Saba o un Italo Svevo mentre gustano tranquilli una tazzina di caffè; non servono grossi sforzi mentali, di caffè la città ne era (ed è) piena. E la diffusione di questi luoghi è stata strettamente legata al fiorire della cultura.

 L’anima mitteleuropea della città, quella che cerco di raccontarvi ogni giorno, è custodita anche qui. Proprio qui. Nel rapporto indissolubile di Trieste con questa corroborante bevanda. E allora mettetevi comodi e lasciate fare a me! Vi porto a spasso, si fa per dire, tra i caffè storici del capoluogo giuliano.

Caffè Tommaseo

Classe 1830, è il più antico di tutti. Ad aprirlo con il nome di Caffè Tomaso fu il padovano Tomaso Marcato, giunto in città per motivi commerciali; il locale, affacciato su quella che un tempo si chiamava piazza dei Negozianti (oggi Tommaseo), divenne ben presto ritrovo prediletto di artisti e uomini d’affari, che qui si incontravano in un ambiente elegante e sofisticato. Le decorazioni che impreziosiscono questo storico caffè, ribattezzato Tommaseo nel 1848 in onore del patriota e scrittore dalmata, portano la firma del pittore Gatteri, mentre le meravigliose specchiere vennero fatte arrivare direttamente dal Belgio. Aspettate, ho ancora una chicca per voi. Lo sapete che il suo fondatore introdusse il consumo del gelato in città?

P1040484

Caffè degli Specchi

Situato ai piedi di palazzo Stratti e affacciato sulla splendida piazza Unità d’Italia, venne fondato nel 1839. Da sempre considerato il salotto della città, nei suoi ambienti riecheggia ancora il passato asburgico di Trieste. Meta di letterati quali Joyce e Svevo, nell’Ottocento fu ritrovo degli irredentisti e – molti anni più avanti, nel secondo dopoguerra – quartier generale della Royal Navy (la marina britannica). Ah sì, ancora una cosa. Lo sapete perché si chiama così? Il suo primo gestore volle ricoprirne le pareti con specchi sui quali erano incisi alcuni dei più importanti avvenimenti storici occorsi in Europa nell’Ottocento.

caffe-degli-specchi1

Caffè Stella Polare

La sua storia è un po’ movimentata. Nato nel 1865 nei locali del vecchio stabile sito di fianco al canale di Ponterosso (poi abbattuto nel 1904 per lasciare spazio all’attuale edificio), il caffè si distingueva quale tipico locale austro-ungarico impreziosito da meravigliose decorazioni di stucchi. Frequentato da intellettuali e letterati, nel suo periodo di massimo splendore era dotato di sale da biliardo e da lettura. Una curiosità: durante l’occupazione angloamericana divenne una rinomata sala da ballo!

stella-polare

Caffè Tergesteo

È il caffè al quale Umberto Saba dedicò una lirica. Nato nel 1863 e oggi situato all’interno dell’omonima galleria, era un tempo frequentatissimo da uomini d’affari – vista la vicinanza con la Borsa – ed esponenti dell’élite culturale cittadina. Il locale brillava per le sue atmosfere tipicamente fin de siècle.

 tergesteo

Caffè San Marco

La sua storia inizia con una data ben precisa. 3 gennaio 1914. Il locale, che occupa gli ambienti di via Battisti 18, è da sempre considerato crocevia per gli intellettuali della città; qui, un tempo, sedevano Umberto Saba, Gianni Stuparich e Virgilio Giotti. Solo per citarne alcuni. Tavolini in marmo, un lungo bancone in legno intarsiato, decorazioni che riproducono le foglie di caffè sono solo alcuni dei tratti distintivi di questo meraviglioso locale storico della città.

san-marco-1

Urbanis

Nato nel 1832 sulle ceneri di una pasticceria, è situato tra piazza della Borsa e piazza Unità d’Italia. La prossima volta che ci entrate, fate bene attenzione a dove mettete i piedi! Perché il suo pavimento è impreziosito da uno splendido mosaico ispirato ai temi del mare, della mitologia e alla…Bora!

urbanis

Antico Caffè Torinese

Classe 1919, questo caffè storico si trova all’angolo tra via Roma e corso Italia. Ci siete mai entrati? Se sì, avete mai avuto l’impressione di trovarvi a bordo di un transatlantico di fine Ottocento inizi Novecento? Tutto regolare. Perché gran parte delle decorazioni, dalle boiserie alle nicchie sul soffitto, sono opera dell’ebanista Debelli…ed è sempre lui ad aver realizzato gli interni delle celebri navi Vulcania e Saturnia.

torinese

Caffè Pasticceria Pirona

Triste protagonista delle ultime vicende di cronaca cittadina, questa pasticceria venne fondata nel 1900 da Alberto Pirona. In stile liberty e frequentatissima da intellettuali, nobili e borghesi, fu per anni tappa obbligata (piacevole eh!) dello scrittore dei Dubliners James Joyce.

pirona

A furia di camminare mi è venuta voglia di un buon capo in b. E a voi? :-)

Video : Damiano Tommasi 

capo-in-b

Share / CondividiShare on FacebookShare on Google+Pin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone

Commenta